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Bari, omofobia in famiglia: padre pesta la figlia perché lesbica

gay pride

A Bari si è consumato l’ennesimo episodio di omofobia in famiglia. Dopo che le cronache hanno portato alla ribalta il caso del padre che ha ucciso il figlio perché omosessuale, e la storia di un altro padre che ha costretto il figlio ad andare a prostitute per “curarsi”, ecco che un altro caso di cronaca e di omofobia getta una nuvola di tristezza sul nostro Paese.

Stavolta, il protagonista è un pescatore 67enne residente a Bari, che da mesi picchia la figlia solo ed esclusivamente perché lesbica. L’ultima aggressione risale a pochi giorni fa, e più precisamente al 12 novembre scorso, e a quanto sembra è stata una delle più violente.

Marilena, che tra le altre cose soffre anche di epilessia, è stata pestata per l’ennesima volta dall’uomo che l’ha messa al mondo, e stanca delle continue aggressioni ha anche provato a ribellarsi, senza tuttavia riuscirci. Il padre l’ha picchiata selvaggiamente a suon di calci, fino a sferrarle un pugno in faccia e a prenderle la testa per poi sbatterla più e più volte contro la parete. Stando al racconto della vittima, il padre le avrebbe detto anche che prima o poi, munendosi di una mazza o di un coltello, finirà per ucciderla.

Marilena ha finalmente denunciato i soprusi. Al pronto soccorso le hanno diagnosticato un trauma cranico e varie contusioni localizzate nella parte superiore del corpo. “Ho paura per la mia vita. Quell’uomo va curato. In quella casa è certo che non ci posso più stare, ma non so neppure dove andare. Cerco una sistemazione e un lavoro che siano compatibili con i miei problemi di salute. Vi scongiuro, aiutatemi”.

Huggies eliminerà la plastica dalle salviette per neonati nei prossimi 5 anni

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Nel Regno Unito Huggies, marchio babycare appartenente a Kimberly-Clark, ha annunciato di voler eliminare definitivamente la plastica dalle salviette entro i prossimi cinque anni. L’azienda, una delle più famose al mondo, utilizzerà per la produzione un’alternativa sostenibile in sostituzione della quantità significativa di plastica contenuta nei 14,8 miliardi di salviettine per neonati utilizzati ogni anno nel Regno Unito.

Entro la fine del 2019, Huggies, che già utilizzava fino al 50% in meno di plastica rispetto ad altri importanti marchi, ha dichiarato che eliminerà circa 50 tonnellate di plastica dai suoi prodotti, tagliando gli imballaggi in eccesso dai suoi multipack più grandi.

La gamma che sarà maggiormente decurtata dalla plastica è la Extra Care, con 17 tonnellate circa in meno, utilizzando tecnologie all’avanguardia riservate. Inoltre, Huggies mira ad essere il primo marchio leader nella pulizia dei bambini ad etichettare chiaramente il contenuto di plastica delle sue salviette sulla confezione.

Questo è solo il primo passo verso la totale eliminazione della plastica dai suoi prodotti di pulizia per bambini. Il prossimo anno il famoso marchiò lancerà imballaggi riciclabili al 100% su tutta la sua produzione, consentendo di riciclare i pacchi insieme alle pellicole e alle borse di trasporto. Poi, nel corso dei prossimi cinque anni, Huggies creerà imballaggi per salviettine completamente sostenibile.

I progressi fatti dall’azienda sono già notevoli, offrendo all’ambiente un impatto inferiore rispetto agli altri importanti marchi. “Non ci fermeremo certamente qui”, ha dichiarato Ori Ben Shai, vice presidente e MD di Kimberly-Clark nel Regno Unito. “Il nostro intento è quello di trovare una soluzione completamente sostenibile, poiché riteniamo che nessun genitore debba scendere a compromessi tra prendersi cura del proprio bambino e prendersi cura dell’ambiente”.

Tallinn, asfaltato un tratto di strada con bitume che contiene rifiuti di plastica

Tallinn
Tallinn

Una nuova sezione stradale basata su una tecnologia innovativa è stata completata nel centro di Tallinn (Estonia) la scorsa settimana. La copertura in asfalto contiene rifiuti di plastica trattati ed è stata costruita di fronte all’Ambasciata cinese; la lunghezza è di 75 metri e la larghezza di 3 metri. Il progetto fa parte del Reidi tee, ed è il primo tratto stradale del suo genere nell’Europa settentrionale e orientale.

Veiko Veskimäe, CEO di Verston Ehitus, ha spiegato le motivazioni che stanno dietro il progetto Reidi tee: “I rifiuti di plastica nell’ambiente sono un problema serio ed a cui urge trovare una soluzione immediata. Utilizzarli nella costruzione di strade è una soluzione intelligente e innovativa, poiché sia ​​la plastica non degradabile che il bitume, che è un componente importante della miscela di asfalto, sono prodotti dalla stessa materia prima, il petrolio”.

L’innovativa tecnologia è stata sviluppata dalla società scozzese MacRebur, che gestisce un impianto che utilizza una metodologia speciale per trasformare i rifiuti di plastica in granuli, la cui aggiunta nel bitume consentirebbe di ridurre la quantità di quest’ultimo nell’asfalto. I granuli di rifiuti di plastica vengono fusi nella miscela di asfalto a una temperatura sufficientemente elevata che consente alla plastica di fondersi uniformemente senza creare microplastiche; dopo la scadenza della vita utile dell’asfalto, il materiale stradale può essere rielaborato e riutilizzato nella costruzione di strade.

Secondo Veskimäe, numerosi test hanno confermato che l’utilizzo di granuli di plastica nelle miscele di asfalto aiuta a migliorare la qualità del manto stradale. “In altre parti del mondo le strade costruite con la stessa tecnologia hanno già ricevuto molti feedback positivi. Speriamo che, d’ora in poi, troveremo sempre più clienti nel settore pubblico e privato che desiderano contribuire alla soluzione del problema dei rifiuti di plastica con il loro utilizzo nella costruzione di strade e piazze”.

Giorgio Tirabassi, infarto durante la presentazione di un film: operato d’urgenza

Giorgio Tirabassi
Giorgio Tirabassi

Ieri, durante la presentazione del suo ultimo film “Il Grande Salto”, l’attore Giorgio Tirabassi ha accusato un malore, e da lì è immediatamente stato trasportato in ospedale. A diverse ore dall’accaduto non si hanno aggiornamenti sul suo stato di salute, né pare sia ancora stato definito il tipo di malore che ha colpito l’attore, anche se l’ipotesi dell’infarto continua a risultare la più probabile.

Quel che si sa, è che Tirabassi, nella notte, è stato sottoposto ad una angioplastica con stent affinché si potesse risolvere l’occlusione a una coronaria, e tuttora l’attore si trova presso il reparto di Terapia Intensiva Cardiologica presso l’ospedale di Avezzano, sotto lo stretto controllo del personale medico. La prognosi resta riservata.

L’attore era giunto in Abruzzo per presentare al pubblico il suo ultimo lavoro, “Il Grande Salto”. Era così arrivato in quel di Civitella Alfedena attorno alle 19, e di lì a poco, attorno alle 19.45, si è accasciato. Portato in ospedale, le sue condizioni sarebbero apparse sin da subito piuttosto gravi, tanto è vero che l’intervento è stato predisposto d’urgenza, già nella stessa notte.

“Il Grande Salto” è l’ultimo film che Giorgio Tirabassi ha partorito in qualità di regista, attore e sceneggiatore. Prodotto dalla Medusa, il progetto ha visto la partecipazione di Gianfelice Imparato, Ricky Memphis, Roberta Mattei, Marco Giallini, Paola Tiziana Cruciani, Pasquale Lillo Petrolo e Valerio Mastrandrea. Alla sceneggiatura hanno collaborato anche Mattia Torre, già noto per essere stato scrittore e regista di “Boris”, e scomparso proprio pochi mesi fa a soli 47 anni.

Questa comunque non era la prima occasione in cui Giorgio Tirabassi approdava in Abruzzo: l’attore ci era già stato lo scorso anno, in occasione delle riprese de “L’Aquila grandi speranze”, fiction che aveva voluto ricostruire il terribile terremoto del 6 aprile 2009 e tutto ciò che ne è conseguito.

Sicurezza sul Lavoro

Sicurezza sul Lavoro
Sicurezza sul Lavoro

Quali Sono Gli Adempimenti per le Aziende

Sei in cerca di chiarimenti su quali sono gli adempimenti per le aziende in materia di sicurezza sul lavoro? Non vi è dubbio in quanto imprenditore il tuo obiettivo è sempre quello di tutelare i tuoi dipendenti e te stesso, senza che ci sia alcun tipo di preoccupazione.

A primo impatto, la normativa potrebbe confonderti un po’ le idee. Le decine di articoli contenuti all’interno del dlgs 81/2008 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro) non sono immediatamente comprensibili e potresti avere un po’ di problemi nell’orientarti nei cavilli tecnici propri del diritto del lavoro.

Quali sono le norme importanti da considerare? Quali, invece, gli adempimenti in capo alle aziende per essere in regola?

In questo articolo sarai in grado di capire quali sono le norme in materia di sicurezza sul lavoro e capire gli elementi più importanti del decreto 81/2008. Continua a leggere per scoprire gli adempimenti che fin da subito dovrai effettuare come imprenditore.

La Normativa in Materia di Sicurezza sul Lavoro

Come anticipato nell’introduzione, la normativa a cui fanno capo gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro fa riferimento al decreto legislativo 81/2008. Il decreto, coordinato con le norme presenti nello Statuto dei Lavoratori è stato promulgato nel 1994 e, ad oggi, integrato con importanti novità.

Innanzitutto, è bene sapere che la materia della sicurezza sul lavoro interessa tutte le misure preventive in grado di preservare la salute dei lavoratori e garantire loro sicurezza e benessere. I lavoratori, durante lo svolgimento della loro mansione devono essere esposti il meno possibili a rischi da cui possono derivare infortuni e malattie professionali.

Gli adempimenti che devono essere effettuati dalle aziende sono di varia natura. Per questo motivo, per avere una maggiore celerità nell’adempiere a questi obblighi di natura giuridica è possibile rivolgersi a professionisti del settore come GMS srl che da ormai vent’anni opera nell’ambito della sicurezza sul lavoro con professionalità e competenza.

Tutte le aziende, di qualsiasi dimensione e fatturato devono applicare le norme in materia di sicurezza sul lavoro. Il numero di dipendenti, infatti, non può essere una discriminante tale da negare l’applicazione della normativa.

In primis, il datore di lavoro deve provvedere alla stesura del Documento di Valutazione dei Rischi atto a contenere tutte le procedure necessarie per garantire le misure di sicurezza e di prevenzione. Inoltre, individua anche chi ne è responsabile.

In secondo luogo, essendo l’imprenditore il garante della sicurezza sul lavoro della propria azienda deve effettuare gli adempimenti previsti all’interno del decreto:

– Preoccuparsi di garantire un ambiente lavorativo sicuro

– Informare dei rischi derivanti da lavoro

– Assicurarsi che i dipendenti rispettino le norme antinfortunistiche

Un’importante novità introdotta dal Decreto Legislativo n. 151/2015 sono gli strumenti di supporto alla valutazione dei rischi che aiutano il datore di lavoro nella valutazione dei rischi e nella stesura del DVR.

Sorveglianza Sanitaria: Il Medico Competente

Uno degli adempimenti importanti in materia di sicurezza del lavoro riguarda la figura del medico competente. Questa figura professionale si occupa di effettuare la sorveglianza sanitaria finalizzata a valutare l’idoneità del lavoratore a svolgere le mansioni.

In particolare gli accertamenti possono essere di natura diversa a seconda della situazione: possiamo distinguere infatti quelli preventivi, periodici o legati ad alcuni eventi come il cambio di mansione.

Il Responsabile Della Sicurezza Sul Lavoro

Il ruolo del datore non si esaurisce qui. A lui spetta, infatti, la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) che insieme al medico competente e al rappresentante dei lavoratori partecipano alla riunione organizzata dal datore di lavoro annualmente.

In alcune aziende la figura del RSPP può essere svolta dallo stesso datore di lavoro. La figura che a che fare maggiormente con il RSPP e il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (RLS), il quale a seconda delle dimensioni dell’impresa, è interessato da due forme di elezioni:

– Se l’azienda presenta fino a 15 dipendenti, il RLS è eletto internamente dai lavorati oppure in un ambito territoriale o nel comparto produttivo.

– Se l’azienda ha un numero di dipendenti maggiore di 15 unità, il RLS è individuato dai lavoratori tra le rappresentanze sindacali presenti in azienda.

Conclusioni

In conclusione, gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro in capo al datore di lavoro sono numerosi e piuttosto articolati.

L’imprenditore da solo non riesce a districarsi facilmente nel complesso panorama di norme della legislazione italiana e richiede spesso il contributo di consulenti esterni in grado di aiutarlo ad effettuare tutti gli adempimenti per rispettare la salute dei lavoratori.

Autore Articolo:

Angelo Sorbello è un imprenditore siciliano. E’ attualmente a capo della crescita di diverse attività online, tra cui Marzamemi Sicilia e BusinessZoom. Puoi facilmente metterti in contatto con Angelo tramite il suo profilo Twitter.

Sanremo 2020, svelati i nomi dei conduttori: chi affiancherà Amadeus?

festival di sanremo 2018

Chi affiancherà Amadeus alla conduzione del Festival di Sanremo 2020? Ultimamente sono uscite in campo diverse ipotesi, ma finalmente, dopo giorni e giorni di pure speculazioni, sembra che si sia riusciti ad arrivare a dei nomi “blindati”.

Fonti piuttosto accreditate riferiscono che il primo grande nome che calcherà il palco dell’Ariston sarà Jovanotti, a cui verrà affiancato anche Fiorello. Resta invece un punto di domanda sia su Roberto Benigni che su Antonella Clerici, entrambi accreditati da diversi giornali ed entrambi con alle spalle già un’esperienza a Sanremo.

A questo proposito, l’ipotesi che va per la maggiore è che alla fine della fiera tutti e due saliranno sul palco, anche se dovremmo vederli in ruoli diversi e in puntate diverse. In tutto ciò, la Clerici e Benigni finirebbero per ricoprire un ruolo a metà tra quello del conduttore e quello dell’ospite della serata. In ogni caso, ad aprire la kermesse canora ci sarà con ogni probabilità Fiorello, seguito a ruota da Jovanotti.

Per il resto invece non sappiamo molto: Amadeus, a Domenica In, si era limitato ad anticipare che questa edizione del Festival di Sanremo sarebbe stata ricca di novità, soprattutto per quanto riguarda la puntata del giovedì. “I cantanti – aveva detto – canteranno un pezzo presentato in gara, anche se è un pezzo che non necessariamente ha vinto. Ogni artista sarà libero di interpretarlo come vuole, quindi sia da solo, che con un coro o con l’artista originale. Ciò che cambierà stavolta sarà il punteggio, perché l’esibizione del giovedì influenzerà la classifica generale”.

Per quanto riguarda i cantanti, a tal proposito, pare che il prossimo 6 gennaio verranno rivelati i nomi dei Big in gara, mentre quelli dei Giovani dovrebbero uscire allo scoperto il 18 dicembre.

Dopo 5 anni di tassi negativi, le banche europee avvertono il contraccolpo negativo

Deutsche Bank

La decisione, risalente al 2014, di rendere il tasso d’interesse negativo da parte della BCE era una misura temporanea per combattere la deflazione che minacciava la zona euro. Dopo cinque anni, questi tassi restano ancora negativi e le banche europee si chiedono il perché, soprattutto dopo che il 12 settembre la BCE ha ridotto quello più importante sotto lo 0,5%. La protesta più forte arriva dal Paese che attualmente ha il sistema bancario più problematico: la Germania.

Deutsche Bank, tramite la voce del suo Amministratore Delegato Christian Sewing, ha fatto sapere che questo trend minaccia sempre più la stabilità del sistema finanziario, definendo i tassi negativi “poco ragionevoli e sostenibili”.

Se, all’inizio, la politica di allentamento quantitativo voluta dalla BCE aveva generato effetti positivi sulle obbligazioni detenute dalle banche, che avevano aumentato il loro valore, e sulla stessa redditività, in crescita grazie ai prestiti offerti a condizioni e a tassi più agevolati alla clientela, negli ultimi due anni i profitti hanno cominciato a subire un duro colpo. Questo perché in Europa circa il 60% delle entrate del settore bancario arriva dagli interessi netti, ossia quelli risultanti dalla differenza tra tassi di indebitamento e tassi sui prestiti; siccome i tassi sono così bassi o negativi, ciò incide appunto sulla redditività delle banche.

Gli investitori hanno reagito di conseguenza: dal 2014 ad oggi, l’indice bancario EuroStoxx è sceso del 50%. La maggior parte dei principali istituti di credito dell’Eurozona commercia ad una frazione del loro valore contabile. Intesa Sanpaolo, la più importante banca italiana, negozia al 75% del valore contabile, ma la norma per altre banche è compresa tra il 30% e il 40%.

Le banche che hanno subito il maggiore contraccolpo negativo sono quelle che fanno affidamento sui depositi per la maggior parte dei loro finanziamenti: da BNP Paribas in Francia al Banco Santander in Spagna. Per motivi commerciali o talvolta legali, i finanziatori della zona euro non hanno “trasmesso” i tassi negativi ai loro clienti; tutto questo si è tradotto nella “schiavizzazione” dei depositi con una commissione.

La lotta all’evasione fiscale non funziona: a inizio 2019, il dato peggiora

fisco

Il dato sull’evasione fiscale emerso nei primi sei mesi del 2019 parla di un +3,8% rispetto allo stesso periodo del 2018. La maggiore crescita si è avuta nel Nord Italia, dove l’imponibile evaso ha raggiunto il 5,1%. In totale, le imposte sottratte all’erario sono circa 181 miliardi di euro.

Le cinque aree analizzate dalla ricerca sono:

Economia sommersa. I lavoratori in nero sono 2,9 milioni, nella maggior parte dei casi extracomunitari e cinesi. Inoltre, 850.000 sono i lavoratori dipendenti che hanno un secondo o terzo lavoro. In questa area, l’evasione d’imposta ammonta a 34,3 miliardi di euro.

Evasione delle società di capitali. Escluse le grandi imprese, il 78% delle società di capitali ha dichiarato redditi negativi o inferiori a 10.000 euro. Quindi, niente imposte versate. Per evitare gli accertamenti fiscali, queste società chiudono nel giro di pochi anni. In questa area, l’evasione ammonta a 22,4 miliardi di euro all’anno

Economia criminale. In questa area sono contemplate le associazioni a delinquere quali mafie italiane e straniere. Nel Nord Italia, l’economia generata da queste organizzazioni è aumentata del 18,7%, con un’evasione fiscale pari a 78,2 miliardi di euro.

Evasione delle big company. Una su tre di queste compagnie ha chiuso con il bilancio in negativo e, di conseguenza, non pagano le tasse. A spostare costi e ricavi tra le società appartenenti ad un gruppo specifico oppure a trasferire la tassazione in quei Paesi dove i controlli fiscali sono assenti sono il 94%. Il capitale sottratto al fisco italiano ammonta a 37,8 miliardi di euro.

Evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese. Mancate emissioni di fatture fiscali, scontrini e ricevute. Il capitale sottratto al Fisco? Circa 8,7 miliardi di euro all’anno.

Omesso pagamento dell’imposta di bollo: le sanzioni

business

L’imposta di bollo è una tributo indiretto da pagare per determinati atti, documenti e registri. Il pagamento, nella maggior parte dei casi, avviene tramite l’applicazione di una marca da bollo, il cui importo va dalle 2 alle 16 euro circa. Dal 1° gennaio 2019, per gli importi su fattura elettronica esclusi, esenti o fuori campo IVA, è stata disposta una nuova modalità di pagamento maggiore di 77,47 euro.

Nel caso in cui l’imposta di bollo non viene pagata, la legge prevedere delle specifiche sanzioni, le quali possono assumere natura punitiva. Inoltre, a livello temporale, l’Agenzia delle Entrate ha tempo fino a 3 anni per accertare l’omesso pagamento dell’imposta, a partire dal giorno in cui la violazione è avvenuta.

Secondo l’art. 1 del DPR n. 642 del 26 ottobre 1972, sono soggetti all’imposta di bollo gli atti, i documenti e i registri indicati nell’annessa tariffa. Quando vengono emessi, è obbligatorio assoggettarli all’imposta in base a quanto indicato nella parte II della Tariffa, in cui viene indicata anche l’entità degli importi dovuti, che possono essere fissi o proporzionali.

Secondo l’art. 22 del DPR 642, i soggetti che devono pagare bollo e sanzioni sono:

  • Le parti che sottoscrivono, accettano o negoziano atti, registri o documenti non in regola con le disposizioni del presente decreto ovvero li enunciano o li allegano ad altri atti o documenti.
  • Le parti che fanno uso, ai sensi dell’articolo 2, di un atto, documento o registro non soggetto al bollo fin dall’origine senza prima farlo munire del bollo prescritto.

Come detto sopra, il Fisco ha tempo fino a 3 anni per accertare la presenza di violazione, a partire dalla data in cui la stessa è stata commessa. In poche parole, l’Agenzia delle Entrate non è tenuta, per legge, a contestare il mancato pagamento del bollo in data 25 ottobre 2019 se l’omissione è avvenuta nel 2015.

Bolzano, sorpreso a rubare il dentifricio: 67enne muore di infarto alla vista della polizia

supermercato

Ha commesso un furtarello, e proprio quell’atto ha finito col costargli la vita. E’ finita in tragedia la vicenda che ha visto come protagonista un uomo di 67 anni, morto di infarto dopo essere stato scoperto a rubare un dentifricio e uno shampoo tra i banconi di un supermercato.

A coglierlo in flagrante il personale del negozio, che ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. Una volta giunti sul posto, però, gli agenti si sono ritrovati l’anziano signore accasciato a terra, evidentemente in preda ad un malore. Inutili i soccorsi: il 67enne è morto poco dopo per infarto. La tragedia è avvenuta in un supermarket di piazza Matteotti, a Bolzano, attorno alle 9 del mattino di venerdì 18 ottobre.

Questa vicenda, come ovvio che fosse, ha già scatenato un mare di polemiche in quanto ci si chiede se fosse realmente opportuno chiamare la polizia a fronte di un furto di piccolissima entità, e per di più compiuto da un signore non più giovanissimo. Ci si chiede insomma se il supermercato non sia stato un po’ troppo rigido e avventato nelle sue decisioni, anche perché per come si è conclusa, questa storia ha finito per assumere dei risvolti davvero drammatici.

Persino i poliziotti, una volta giunti sul posto, anziché procedere con il riconoscimento dell’uomo hanno subito avvertito i soccorsi visto che il malore dell’uomo era di gran lunga più preoccupante di tutto il resto. E’ evidente che il malore sia stato scatenato dalla paura del signore di finire in manette, e la vista delle forze dell’ordine ne ha infatti decretato il crollo.

Noleggio a lungo termine per privati: conviene davvero

Noleggio a lungo termine
Noleggio a lungo termine

Il noleggio a lungo termine, o NLT, è una valida alternativa all’acquisto di un veicolo nuovo. Il NLT, a fronte di un canone mensile, offre diversi servizi annessi fra cui assistenza stradale, pagamento di assicurazione e bollo auto e così via.

Noleggio a lungo termine per privati: cos’è, pro e contro
Il noleggio a lungo termine è una formula contrattuale che mette in relazione un privato con una società per la conduzione di un veicolo per un determinato periodo di tempo. Quando viene stipulato un NLT il guidatore non diventa proprietario del veicolo, che invece rimane proprietà della società erogatrice del noleggio.
Questa formula di contratto viene definita a lungo termine per via del timing prima del termine del contratto, che in genere dura dai due ai quattro anni, a seconda di quanto stipulato nel contratto di noleggio.
Il NLT si rivela una formula particolarmente efficace per i liberi professionisti, le aziende e qualsiasi soggetto dotato di partita IVA. Grazie all’ultima legge di bilancio infatti il possessore di partita IVA può accedere a degli sgravi fiscali fino al 70% della cifra totale. Tuttavia, il mercato si è ampliato e la vasta gamma di offerte vanno incontro a tutti, anche ai soggetti privati che possono trovare grandi vantaggi nel noleggio a lungo termine. Tra i soggetti più avvantaggiati ci sono indubbiamente coloro che desiderano cambiare spesso il veicolo, senza però dover sostenere una grande spesa ogni tre o quattro anni. Allo scadere del contratto, a differenza del leasing, il guidatore non dovrà sostenere il costo della maxi-rata finale per terminare l’acquisto, ma sarà libero di concludere il noleggio oppure iniziare un nuovo contratto.
Una delle domande più frequenti dei privati riguarda il noleggio a lungo termine IVA inclusa. Mentre i professionisti hanno possibilità di scaricare sulla propria partita IVA, il soggetto privato troverà sempre l’IVA inclusa nel costo mensile e non potrà beneficiare appunto degli sgravi fiscali.

Servizi annessi
Nel momento in cui si sceglie di guidare un’automobile con la formula NLT il conducente avrà a disposizione una serie di servizi offerti nel canone mensile che semplificano non poco la vita di tutti i giorni.
I vantaggi iniziano già alla stipula del contratto. Le offerte contrattuali sono in genere molto malleabili in modo da poter essere personalizzate su misura delle esigenze del cliente. Innanzitutto, si può scegliere fra due tipologie di contratto, con o senza limitazione di percorrenza. Prima di iniziare il noleggio il futuro cliente può concordare con l’azienda un contratto nel quale si prevedono quanti chilometri saranno percorsi per tutta la durata del contratto. Con la limitazione di percorrenza il noleggio diventa particolarmente conveniente perché il prezzo del canone mensile non sarà molto elevato. Al contrario, se il cliente prevede di percorrere di viaggiare molto con quel veicolo allora può anche scegliere una formula con chilometri illimitati che ovviamente avrà un prezzo superiore. L’aumento o la diminuzione del prezzo è giustificato dal punto di vista dell’azienda perché un largo utilizzo dell’automobile per lei significa avere a fine contratto un veicolo usato e molto usurato, quindi deve andare a coprire le perdite dovute alla svalutazione del veicolo.
Alla stipula del contratto il conduttore può esprimere delle preferenze legate alle specifiche del veicolo. Ad esempio, può scegliere la classe di appartenenza dell’automobile (utilitaria, SUV, citycar e così via), la marca o il modello. Senza contare che si può venire incontro a specifiche esigenze, come avere determinati aiuti alla guida nel caso di disabilità motorie.
Un altro vantaggio molto importante del NLT sono gli obblighi legali coperti dal canone mensile. Quando si stipula il contratto del genere nella rata mensile infatti sono comprese già tutte le spese relative al mantenimento del veicolo fra cui l’assicurazione RC auto e il bollo. Queste infatti sono in un primo momento a carico dell’azienda che noleggia l’auto dal momento che legalmente ne è il proprietario e pertanto deve coprire le spese, che le saranno poi rimborsare dal cliente direttamente nel canone mensile. Dal punto di vista del guidatore questo si rivela un vantaggio non da poco, dal momento in cui non dovrà più preoccuparsi di tutta la burocrazia del caso, né di sostenere spese così ingenti oltre al normale costo del veicolo che nel caso contrario andrebbero a incidere non poco sul budget quotidiano.
Quando si stipula un NLT sono compresi anche altri servizi che permettono al cliente di viaggiare in serenità, anche dal punto di vista della sicurezza stradale. Infatti, nella maggior parte dei contratti sono compresi tutti i servizi riguardanti l’assistenza stradale, come il Telepass e la possibilità di avere a disposizione un carro attrezzi qualora il veicolo dovesse guastarsi durante la marcia. Molte forme contrattuali inoltre mettono a disposizione anche un’automobile sostitutiva per tutta la durata delle riparazioni. Riparazioni che peraltro non saranno a carico dal cliente visto che l’azienda erogatrice del servizio si occupa di coprire tutte le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, sempre compreso nel costo della rata mensile. Fra i vari servizi di routine di manutenzione possiamo ricordare il cambio di gomme, il tagliando annuale, cambi delle pasticche dei freni e così via, tutte operazioni che normalmente richiedono dai duecento euro in sé. Anche queste sono quindi spese che vanno a incidere non poco sul budget di vita.

Arabia Saudita, 23enne gay il carcere per una foto “sconveniente”

Suhail al-Jameel
Suhail al-Jameel

L’Arabia Saudita è uno di quei paesi che ancora puniscono l’omosessualità. E che lo fanno anche in modo aspro. Nel paese, infatti, essere gay significa andare incontro a pene piuttosto cruente, che possono andare dal carcere alle punizioni corporali.

Con questa (triste) realtà potrebbe presto farci i conti anche Suhail al-Jameel, personaggio noto sui social network, che rischia ora fino a tre anni di carcere per aver “osato” caricare su Twitter una foto considerata “sconveniente”. Sconveniente perché ritenuta “di nudo”, nonostante nello scatto Suhail indossasse dei pantaloncini. Infatti, non è tanto l’inesistente nudità ad aver acceso i riflettori su di lui, quanto la posa, l’ammiccamento e la fantasia dei pantaloncini che accosterebbero il ragazzo ad una presunta omosessualità.

Suhail, per questo, è stato arrestato e successivamente rilasciato, ed è ora in attesa del processo. Il rischio che questa storia possa finire in tre anni di reclusione è piuttosto concreta, e non è nemmeno da escludere l’ipotesi che il ragazzo possa incappare nelle pene corporali, tanto più se la cosiddetta “comunità internazionale” non farà sentire la sua voce.

Suhail, intanto, ha fatto sentire la sua: “Nel 2019 essere gay significa ancora non essere i benvenuti in Arabia Saudita. Qui si deve vivere in segreto e non in pace. Volete il turismo ma non ci riconoscete la libertà. La polizia ha cambiato le accuse nei miei confronti parlando piuttosto di nudità. Ma come posso essere ritenuto nudo se nella foto porto dei pantaloncini?”.

Riki, scandalo dopo l’accusa di plagio: bacio con la lingua a un ragazzo (e non solo…)

riki e andreas muller

Riki, ex concorrente di Amici, ha annunciato importanti novità relativamente al suo progetto musicale. Un progetto, il suo, che sta facendo chiacchierare molto. “Gossip”, il suo ultimo brano, ha sollevato un vero e proprio vespaio, che poi è esattamente ciò che Riccardo Marcuzzo e Francesco Facchinetti speravano di ottenere. Dopotutto, nel video di “Gossip” non può certo passare inosservato il frammento in cui Riki bacia un ragazzo con la lingua e tante altre fan.

Il video del fatidico bacio è stato diffuso tramite il profilo Instagram del cantante, che lo ha commentato in questo modo: “Gossip: Amici, Riki di Amici e una serata fra amici”. Una serata in cui sembra che i protagonisti, più che gli amici, siano stati i baci con la lingua scambiati con donne, uomini e tizi mascherati! Un momento di trash puro, che se crea scandalo e chiacchiere la prima volta, poi non sortirà più questo “effetto notizia”.

C’è da ricordare tra l’altro che “Gossip” non sta destando polemiche solo ed esclusivamente per quel che riguarda il video, ma anche per quanto concerne un presunto plagio. In moltissimi, infatti, hanno segnalato che il brano sembra assomigliare un po’ troppo a “Soldi” di Mahmood, accusando quindi Riki di essersi reso artefice di un plagio.

Il cantante, da parte sua, ha tentato di spiegare la cosa, ma ad un certo punto ha rilanciato andandoci giù pesante e accusando Mahmood di avergli copiato, semmai, un suo brano. Secondo Riki, infatti, non solo Mahmood, ma anche altri cantanti avrebbero inciso dei brani molto simili ad uno dei suoi vecchi cavalli di battaglia, il singolo “Polaroid”.

Rc professionale infermieri: valutiamo le novità introdotte dalla legge Gelli

Assicurazione infermieri
Assicurazione infermieri

Il tema della salute e la sicurezza delle cure incrocia gli obblighi dei professionisti, primo fra tutti quello di dotarsi di una polizza di responsabilità civile.

Nata con l’intento di far ordine, in uno dei settori della responsabilità civile e penale più discussi in tema giurisprudenziale, la legge n. 24/2017 detta tutta una serie di disposizioni tese a riformare  l’intero settore medico.

La norma, che ha messo al centro il tema della salute e la sicurezza delle cure da perseguirsi  nell’interesse dell’individuo e della collettività, ha rimarcato anche l’obbligatorietà per i professionisti di settore, infermieri inclusi, di dotarsi di una polizza di responsabilità civile.      

Di fatto l’assicurazione infermieri è obbligatoria da luglio 2014, in forza dall’articolo 5 del Dpr 137/2012,  ma le leggi di settore che si sono susseguite negli anni hanno posto in essere tutta una serie di revisioni normative.

Per gli appartenenti al maggior Ordine professionale italiano, ovvero quello degli infermieri, la  legge 24/2017, comunemente conosciuta come legge “Gelli”, prevede una polizza assicurativa per responsabilità per colpa lieve, grave ed erariale.

L’assicurazione infermieri: le coperture e le novità introdotte dal comparto assicurativo per proteggere il professionista

Viste le novità imposte dalla legge Gelli il comparto assicurativo ha sviluppato polizze professionali  adeguate.

Le compagnie assicuratrici oggi sono in grado di fornire prodotti che valutano i tanti aspetti della professione, offrendo risposte e soluzioni concrete laddove si parla di risarcimento, periodo di validità della polizza, clausole.

Oggi un’ottima polizza professionale per gli infermieri garantisce soluzioni ad hoc, tagliate su misura considerando la tipologia di attività svolta e il grado di coinvolgimento.

L’assicurazione infermieri consente di risarcire per  l’errore negligente dell’infermiere, compiuto durante l’esercizio dell’attività, nel caso in cui il paziente abbia subito un danno.

La legge Gelli ha introdotto l’obbligo di assicurazione infermieri per colpa grave, al pari di ogni altro operatore che svolge l’attività in campo sanitario.

La polizza quindi è in grado di proteggere l’infermiere da perdite economiche durante il periodo di validità del contratto.

Nel caso in cui l’assicurazione infermieri preveda a chiare lettere l’estensione alla tutela legale, il professionista ha diritto al rimborso di possibili spese che sono conseguenza diretta di procedimenti giudiziali, o difesa legale.

La polizza Rc professionale inoltre offre una protezione specifica laddove la struttura sanitaria, lo studio o la clinica presso le quali presta attività l’infermiere, si rivalgano contro di lui considerandolo responsabile di danni causati ai pazienti.

Il tempo di validità della polizza: le variazioni con l’entrata in vigore della legge Gelli

Con l’entrata in vigore della legge Gelli un’altra novità considera il periodo in cui si è verificato il danno. Il periodo di copertura previsto per la polizza può diventare oggetto di una determinata clausola, che risulta vincolante fra le righe del contratto.

Di norma la polizza copre l’assicurato durante tutto il periodo di validità, ma in taluni rapporti contrattuali, la presenza di clausole specifiche può circoscrivere il risarcimento per il danno al solo momento in cui è stato commesso.

I costi della polizza professionale infermieri: risparmio e qualità grazie alle proposte online

Prima di sottoscrivere una polizza è bene che l’infermiere consideri i prodotti  proposti in convenzione, che sono il risultato degli accordi sottoscritti dalle associazioni di categoria.

I premi annuali per le polizze generaliste vanno dai 10 ai 20 euro l’anno, ma il professionista può scegliere una polizza personalizzata, ampliando le coperture ed aggiungendo estensioni di garanzia a tutela del patrimonio e della professione.

Per avere un’idea più precisa di quel che offre il mercato assicurativo in tema di copertura professionale, non resta che scoprire i prodotti attraverso un comparatore online, che è garanzia di qualità e risparmio.

Sarah Thomas vince il cancro e batte un record inimmaginabile

Sarah Tomas

Nuotare per 215 km in mare aperto non è un’impresa facile. Ma se a farla è una donna sopravvissuta al cancro al seno dopo un anno di trattamento, diventa straordinaria.

Dopo 54 ore estenuanti, iniziate a mezzanotte di domenica scorsa e conclusesi all’alba di martedì, Sarah Thomas, trentasettenne nuotatrice americana, è diventata la prima persona a nuotare per ben quattro volte nel Canale della Manica. La dedica finale della nuotatrice è andata a tutte quelle donne che combattono contro il cancro al seno. L’impresa ha assunto carattere memorabile per le condizioni del mare stesso, attraversato da forti maree.

Nel novembre del 2017 le era stata diagnosticata una forma aggressiva di cancro al seno. Dopo un’operazione chirurgica, la chemioterapia e le radiazioni, è riuscita a sconfiggere la malattia. Prima di iniziare l’impresa, Thomas aveva ammesso di avere molta paura: “Sono oltre due anni che attendo di nuotare nella Manica e ho lottato duramente per farlo. Non sono al 100% ma ci proverò, lottando come ho fatto con la mia malattia”.

Alla fine, la sua forza fisica e di volontà ha avuto la meglio su quella della natura. Giustamente, Sarah ha festeggiato con champagne e cioccolatini. Kevin Murphy, osservatore ufficiale che ha testato i limiti di resistenza, ha affermato: “E’ incredibile, assolutamente stimolante. Alla fine eravamo tutti emozionati”.

Non è la prima volta che la nuotatrice si esibisce in queste performance in acque libere: nel 2007, nuotò per circa 10 km nel suo stato nativo del Colorado, mentre nel 2016 stabilì il record di distanza di 128,7 km in 56 ore, senza sosta, attraverso il lago Powell negli Stati Uniti.

Durante la nuotata nel Canale della Manica, Thomas si era sostenuta bevendo una bottiglia di frullato di carboidrati ogni 30 minuti. A volte ha anche mangiato cibi solidi.