Barboncino ucciso in Svizzera: una bufala …con un fondo di verità

Ci sono cascati tutti, da Bloglive (sic!) al Tg1, ma il cane della signora Iannotta residente in Svizzera è vivo e vegeto. O forse non esiste, proprio come la sua proprietaria. A smentire la bufala rimbalzata sui media di tutto il mondo è stato il sindaco del ridente villaggio elvetico di Reconvillier, Flavio Torti, che si affretta a precisare “Qui i cani non si uccidono”. Come ogni leggenda però… un fondo di verità c’è.

Sequestrato e soppresso perché la proprietaria si era dimenticata di pagare la tassa sul possesso di cani, questo il contenuto dell’invenzione mediatica circolata nei giorni scorsi. La protesta monta sul web e fuori, la giunta viene sommersa di e-mail e al sindaco arrivano addirittura minacce di morte. Peccato che nessun cane sia stato abbattuto da quelle parti. “È un’invenzione della stampa – commenta il primo cittadino – non so neppure chi sia questa donna, non esiste. Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo. Sono stufo di questa storia”. Dal momento che anche su Bloglive la notizia è stata riportata nei giorni scorsi, ci vogliamo naturalmente scusare con i lettori e con le autorità svizzere per aver dato credito ad una notizia inesatta.

E tuttavia, il buon Sindaco non vorrà passare per paladino degli amici a 4 zampe… La bufala sembra infatti essere l’ultimo estremo atto di una campagna mediatica contro la giunta della municipalità bernese iniziata, a onor del vero, molto tempo prima che la falsa notizia fosse messa in circolazione. Tutto inizia a dicembre quando il Comune pubblica una comunicazione rivolta ai proprietari di cani “morosi”, che ancora non hanno pagato la famosa tassa sul cane.

Nel testo si diceva che l’amministrazione avrebbe fatto ricorso a tutti i mezzi consentiti dalla legge per regolare il pagamento, facendo riferimento alla legge cantonale che arriva ad ammettere l’abbattimento dei cani in caso di mancato pagamento. Una minaccia nemmeno troppo velata, grazie alla quale – per ammissione dello stesso sindaco – quasi tutti i ritardatari hanno saldato i conti, ma che non ha mancato di sollevare proteste da parte degli animalisti per tutto il mese di gennaio: proteste in seguito alle quali il comune aveva già pubblicato un comunicato chiarificatore il 18 gennaio per smentire ogni tipo “soluzione finale canina”. La “minaccia di morte” per far pagare le tasse era dunque solo virtuale? Proprio come la bufala…

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