Berlusconi, patto Fini e giudici contro di me

E’ un Berlusconi a tutto campo quello che ieri è intervenuto a Milano, a sostegno della ricandidatura di Letizia Moratti a sindaco della città. Il premier ha voluto fare il punto della situazione, chiarendo quali siano le ragioni della riforma della giustizia, che ha già ottenuto il primo via libera dalla Camera, un passaggio molto delicato, dopo l’uscita dei finiani dal governo e dalla maggioranza. E proprio sul Presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il suo entourage il Premier si è soffermato per denunciare quello che egli ha scoperto sussistere, ossia un patto tra i magistrati e Fini, quando era ancora nel Pdl, secondo il quale, nessuna riforma della giustizia invisa ai magistrati sarebbe stata fatta passare da Fini, in cambio di protezione personale, anche perseguitando il Presidente del Consiglio.

Lo denuncia senza remore Berlusconi, sostenendo che la notizia gli sia stata data da un magistrato stesso, che gli avrebbe   confidato che il suo governo non avrebbe fatto alcuna riforma della giustizia, in seguito a un patto tra Fini e i magistrati, ciò che il Premier, dal palco, definisce “pactum sceleris”, o “patto scellerato”.

Non si è fatta attendere la reazione immediata di Fini, il quale ha invitato Berlusconi a esibire le prove del presunto patto. Reazione indignata da parte delle opposizioni, con il Pd che chiede l’intervento del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e l’Idv di Di Pietro che preannuncia querela contro le parole di Berlusconi.

Ma da Milano, Berlusconi ha continuato anche su altri temi. Ha chiarito la sua posizione sulla scuola pubblica, che giudica volutamente distorta dai giornalisti, rimarcando come le sue critiche siano verso quegli insegnanti che abusano del loro ruolo per impartire ai ragazzi un’educazione di sinistra e marxista, contro l’idea di famiglia.

Poi, riferendosi alle prossime elezioni amministrative di maggio, e dopo avere ringraziato il sindaco Letizia Moratti, per non avere aumentato le tasse e i costi dei servizi a Milano, il Premier si è detto convinto di vincere questo appuntamento, che non si tratta solo di un test locale ma di un vero giudizio sul governo nazionale, puntualizza.

E aggiunge: “Anche se i magistrati mi dovessero fare fuori, annuncio che la riforma della giustizia si farà lo stesso, perchè avremmo ancora la maggioranza in Parlamento e nel Paese”; ma si dice fiducioso che anche questa volta i giudici di Milano non riusciranno a farlo fuori.

 

 

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