Caso Sarah Scazzi, pm vogliono sentire testimone in Germania

Si infittisce il caso della tragica uccisione di Sarah Scazzi che, a dieci mesi dalla data della sua scomparsa e a quasi nove dal ritrovamento del corpo, diventa sempre più misterioso, nonostante nelle prime settimane sembrava fosse quasi risolto. Si conosce tutto del caso, ma anche niente. Si sa che Sarah Scazzi è stata uccisa in un contesto familiare in cui i protagonisti sono stati la zia Cosima e la cugina Sabrina, oltre allo zio Michele, ma non si conoscono nè i ruoli dei protagonisti, nè il movente, nè tanto meno l’arma del delitto. A dirla tutta, non si sa nemmeno di preciso dove sia stata uccisa la ragazzina. Inizialmente si è insistito sul garage quale scena del delitto, ma con gli arresti di Cosima, un paio di settimane fa, pare che sia stata la casa la location del terribile omicidio. Ma di certezze non ve ne sono e si vive il paradosso di due donne in carcere che gridano la loro innocenza e di un uomo (lo zio Michele) fuori dal carcere, che grida, al contrario, la sua colpevolezza. Tuttavia, la decina di versioni che l’uomo ha dato agli investigatori non lo rende più credibile, a tal punto che viene considerato inattendibile dai pm.

Adesso l’attenzione del pubblico ministero si sta spostando su una confessione a metà di un fioraio, vicino di casa dei Misseri, che raccontò alla sua dipendente, una commessa di Avetrana, che il pomeriggio della scomparsa di Sarah, egli vide la signora Cosima costringere con la forza la nipotina a salire nella sua auto, salvo poi ritrattare, dinnanzi agli investigatori, sostenendo che si trattasse di un sogno.

Ma la commessa, che nel frattempo si è trasferita in Germania, a Colonia, sostiene che il suo ex capo non gli parlò di un sogno, quanto di una scena realmente vista. E’ per questo che i pm di Taranto vorrebbero andare in Germania, per ascoltare direttamente la testimonianza della donna che, se suffragata da prove reali, sarebbe decisiva nell’incastrare Cosima e la figlia Sabrina, sulle quali, nonostante il furore popolare contrario, non ci sono ancora prove evidenti di colpevolezza.

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