USA, rotte trattative su tetto debito

Il Presidente Barack Obama potrebbe prendere in mano una situazione che rischia di portare gli USA verso il baratro, a causa di un mancato accordo tra Democratici e Repubblicani sul tetto al debito che il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, ha chiesto di elevare al Congresso dagli attuali 14.300 miliardi di dollari. Senza il consenso all’elevazione del debito, il Tesoro non potrà procedere a fare fronte alle sue spese e sarebbe anche costretto a non rimborsare i titoli di stato a causa di mancanza di liquidità. La Camera dei Rappresentanti è nelle mani del Partito Repubblicano, che anche al Senato riesce a bloccare le decisioni governative. Alcuni giorni fa, nel tentativo di trovare un accordo, il Presidente Obama aveva invitato a una partita a golf lo speaker della Camera, il Repubblicano John Boehner, ma alla luce di quanto accaduto ieri, l’incontro non sarebbe stato molto fruttuoso. Motivo dello scontro è il futuro del bilancio americano, dato che i Repubblicani aprirebbero alla possibilità di alzare nuovamente il tetto del debito, ma a condizione che l’amministrazione presenti un piano di riduzione strutturale del deficit.

Fino a poche settimane fa, Obama era contrario all’ipotesi di ridurre il disavanzo federale, considerato essenziale per la crescita, ma dopo le minacce delle agenzie di rating, che hanno avvertito su un possibile declassamento dei titoli americani, è stato costretto a cambiare idea.

Tuttavia, l‘idea dei Democratici sarebbe di combinare tagli alla spesa pubblica con aumenti di imposte, queste ultime osteggiate fortemente dai Repubblicani, tanto che ieri si sono alzati dal tavolo delle trattative, annunciando la rottura.

La questione è piuttosto grave, anche se la scadenza entro la quale un accordo va trovato è del 2 agosto e le cronache politiche recenti a Washington hanno dimostrato come accordi all’ultimo minuto sono possibili. Nei giorni scorsi, alcuni esponenti di spicco dei Repubblicani, membri delle commissioni finanza al Congresso, hanno dichiarato di essere disponibili a prendere in considerazione anche l’ipotesi di un default temporaneo, se ciò sarà necessario a convincere Obama e la sua amministrazione a ridurre l’indebitamento.

E già si stima che in caso di mancato raggiungimento di un accordo, le perdite per gli investitori in titoli USA potrebbero ammontare a 100 miliardi di euro. Ma la cifra potrebbe essere ampiamente sotto-stimata, considerando l’effetto psicologico devastante che ciò comporterebbe.