Governo taglia auto blu, risparmieremo 500 milioni all’anno

In un periodo di austerità, in cui si chiedono sacrifici a tutti gli italiani, al fine di far quadrare i conti dello Stato, sono davvero incredibili le cifre che ci giungono dal ministero della funzione pubblica, retto dal ministro Renato Brunetta. Secondo gli ultimi dati pubblicati, il parco auto blu ammonta in Italia a 72 mila vetture. Un’enormità, che costa ogni anno ai cittadini 650 milioni di euro, circa 11 euro a testa. In realtà, quando si parla di auto blu, bisogna all’interno del relativo parco distinguere tra vari livelli. Ci sono le cosiddette auto blu blu, ossia quelle per i politici e rappresentanti istituzionali. Ebbene, sono 2 mila. Altre dieci mila sono per i dirigenti apicali, ossia per le fasce più alte dei burocrati. Queste vengono definite auto blu. Seguono 60 mila auto “grigie”, ossia senza autista, ma a disposizioni degli uffici. Altre 66 mila, invece, sono le auto in dotazione per la sicurezza, ma che giustamente non vengono conteggiate tra le blu.

Dicevamo che il loro costo è di 650 milioni di euro all’anno, ma l’esecutivo prevede di andarci con la mano piuttosto pesante. Già quest’anno, la spesa complessiva è diminuita del 2% e del 4% sulle auto blu blu e quelle blu. In tempi di aumenti dei prezzi del carburante, in media di oltre l’11%, non è un dato da sottovalutare, per quanto rimanga ancora troppo alto.

Per questo, il premier Berlusconi ha firmato un provvedimento per il contenimento delle spese relative e per una loro maggiore trasparenza. Si tratta di risparmiare ben 900 milioni di euro nel periodo 2012-2014 e non sono proprio noccioline. I risparmi ammonterebbero a 240 milioni a livello centrale e per 660 milioni per le sedi periferiche. A partire dal 2015, si stima che il risparmio annuo possa essere di circa 500 milioni di euro.

Per giungere a questo risultato, è stato previsto che le auto blu blu possano essere utilizzate solo da ministri, vice-ministri e sottosegretari. Le auto blu, invece, andranno solo ai responsabili di gabinetto, dei dipartimenti e ai segretari generali.

In sostanza, gli aventi diritto saranno il 70% in meno rispetto ad oggi. Vale la pena di sottolineare questi dati, in un momento in cui la politica non da il meglio di sè, in termini di trasparenza e di spirito di sacrificio (proprio).

 

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