Ecofin, vertice inutile e ennesimo rinvio su Grecia

Si è svolta ieri la riunione dell’Eurogruppo, che prelude al vertice dell’Ecofin, che si è tenuto subito dopo, alla presenza del Segretario al Tesoro USA, Timothy Geithner. L’America ha voluto essere presente a questo vertice straordinario, preoccupata delle possibili conseguenze di una bancarotta di Atene.

Il nodo più importante affrontato dai ministri economici e finanziari dell’Eurozona ha riguardato la Grecia, con la presa d’atto che serve ancora tempo, per decidere sul da farsi con la sesta tranche di aiuti per 8 miliardi. I dati fiscali della Grecia non sono buoni e lasciano intravedere il mancato raggiungimento degli obiettivi di deficit assegnatile. Inoltre, alcuni stati, oltre alla Finlandia, hanno chiesto che siano rilasciate garanzie collaterali, in mancanza delle quali non concederanno prestiti. Trattasi di Olanda, Austria, Slovenia e Slovacchia.

Per il resto, anzichè assistere a quello che avrebbe dovuto essere un vertice straordinario per mettere un punto ai problemi dell’Europa, si sono avute solo schermaglie tra europei e Geithner, il quale, in effetti, tutto aveva, tranne che le carte in regola, per dare consigli sul deficit ad altri. Il Segretario americano ha invitato la UE a dotarsi di un fondo salva-stati più consistente, ma è stato gelato dal presidente dell’Eurogruppo Juncker, il quale ha dichiarato che della questione parlerà solo con gli stati membri dell’area euro.

Raggiunto un accordo minimo sul nuovo apparato sanzionatorio previsto verso chi non dovesse rispettare gli obiettivi fiscali stabiliti dal Patto di stabilità. Le sanzioni potrebbero scattare anche nel caso di eccesso di debito. Tuttavia, il compromesso prevede che la Commissione effettua un richiamo, il quale deve essere approvato a maggioranza qualificata. Se bocciato, dopo un mese potrà richiedere un’altra votazione, che avverrà con maggioranza semplice.

 

 

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