“Abduction – Riprenditi la tua vita” dalle parole di Taylor Lautner e del regista John Singleton

Contaminazioni e salti di genere si sono fatti strada, da un po’ di tempo a questa parte, nel mondo del cinema, riuscendo bene nell’intento di abbracciare anche distanti fette di pubblico. Ultimo in questo senso, il caso di “Abduction – Riprenditi la tua vita” del regista statunitense John Singleton, che si rivela essere un curioso ibrido nato dall’innesto delle atmosfere pungenti e condite di suspence tipiche del thriller in un film che per buona parte sembra un high-school movie.

D’altronde la miscela della saga vampiresca “Twilight“, che altro non è se non una rilettura del genere horror in vista di un suo adattamento al teen-movie, era destinata a fare scuola. E Singleton sembra aver imparato la lezione. Al punto da voler ripetere l’esperimento, in qualche modo rivoluzionandolo, con Taylor Lautner, meglio conosciuto come l’affascinante licantropo Jacob Black.

Ed è proprio intorno alla figura del giovane attore statunitense, promesso action-man per l’attuale pubblico adolescenziale, che la pellicola è costruita. Ecco in proposito il commento del regista: “la gente non ha mai visto Taylor Lautner come lo vedrà in questo film. E’ cresciuto molto come attore. Abbiamo parlato a lungo riguardo al modo in cui avrebbe potuto conferire del peso al suo personaggio.  Credo sia bello per me come regista vederlo evolversi come attore all’interno di questo film. La cosa fantastica di Taylor è che riesce a fare molte cose che sono fisicamente complesse. Sa boxare. Conosce le arti marziali. Sa saltare con grande agilità. Credo fosse davvero eccitato all’idea di fare gran parte dei suoi stunt. Le persone che ammira molto come attori, Harrison Ford e Tom Cruise, fanno gran parte dei loro stunt nei loro film d’azione. Voleva fare questa esperienza. E’ fantastico per me anche perché poi in fase di montaggio non sono obbligato a fare grandi tagli nelle sue scene d’azione, essendo davvero lui quello che interpreta queste sequenze sbalorditive.”

Purtroppo, infrastrutture fin troppo convenzionali, facili a cadere nel tranello della banalità, finiscono in realtà per penalizzare tanto la pellicola quanto il suo protagonista.

Dal canto suo, il giovane attore e karateka Lautner si è detto assolutamente entusiasta della parte a lui riservata: “mi sono sempre piaciuti i film d’azione. Fino ad ora, questo è stato il ruolo più impegnativo dal punto di vista fisico che abbia mai interpretato, ed è fantastico, ma c’è anche molto di più.  Adoro il personaggio e tutto quello che gli succede nel corso della storia. (…) La prima volta che lo vediamo nel film, Nathan si trova sul tetto di un camion, che va a 120 chilometri all’ora. Da lì capiamo che è folle! E’ stato divertente girare questa scena. Mi hanno legato al camion per evitare che cadessi. E’ stato uno stunt davvero divertente. E ho avuto l’opportunità di farne degli altri altrettanto folli, come scivolare giù da un’enorme vetrata. (…) Ho un’incredibile scena di boxe assieme a mio padre mentre siamo sul retro della casa. E’ un ruolo davvero fisico ma non ho esitato ad accettarlo. Mi diverte molto fare queste cose. E’ il progetto perfetto per mettere alla prova le mie capacità. (…) Ho studiato arti marziali da quando ero bambino, per circa otto anni. Per le scene di combattimento, ho potuto tirar fuori qualche vecchia mossa del mio repertorio.”

Nel cast, anche la modella Lily Collins, affiancata da Alfred Molina, Jason Isaacs, Maria Bello, Michael Nyqvist, Sigourney Weaver.

Questa, la trama ufficiale: “Da quando riesce a ricordare, Nathan Harper (Taylor Lautner) ha sempre avuto la strana sensazione di vivere la vita di qualcun altro. Fino a quando un giorno, casualmente, vede l’immagine di se stesso da bambino su un sito web di persone scomparse. Da quel momento in poi, tutte le sue paure più recondite si materializzano. Capisce che suo padre e sua madre non sono i suoi veri genitori e che la vita che ha vissuto fino a quel momento non è altro che una grossa menzogna, accuratamente fabbricata per nascondere qualcosa di più oscuro e pericoloso di quanto non avrebbe mai osato immaginare.”

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