Pellicce, un crimine alla moda

Sebbene in ritardo, l’inverno è ormai alle porte e per strada già si intravede l’incubo di tutti gli animalisti e di ogni persona dotata di buon senso: le pellicce.

Con il freddo, infatti, oggi come secoli orsono, l’uomo comincia a coprirsi di pellicce di animali, nonostante i mezzi e i materiali moderni hanno da tempo dato all’uomo la possibilità di bandire per sempre la squallida usanza delle pellicce.

Non è un discorso di style, la moda è vergognosamente favorevole alla borsetta di volpe piuttosto che al cappellino di procione, ma una questione di vita; una vita strappata a delle povere creature innocenti che subiscono sofferenze immani per il gusto che l’uomo ha di indossare pellicce.

Ormai tutti sanno come viene prodotta una pelliccia e con i mezzi informativi che ci sono oggi, chiunque potrebbe informarsi sulla questione, per cui chi ne indossa una è complice del massacro proprio quanto chi l’ha prodotta e chi l’ha venduta. Ci si nasconde spesso dietro la scusa del prezzo, credendo che le pellicce siano un lusso di pochi, dato i loro prezzi esorbitanti. In realtà quelle più “rare”, come quella di orso, di tigre, di cucciolo di foca, di leopardo ecc. sono un privilegio di pochi, ma ci sono molte pellicce che sono alla portata di tutti.

Negli ultimi anni la vera tragedia sembra riguardare cani e gatti. Con questi animali, infatti, vengono prodotti la maggior parte dei capi attualmente in vendita nei negozi di abbigliamento di provenienza cinese.

Gli animali da pelliccia sono le vittime del peggiore atto che l’uomo possa compiere verso un’altra creatura. Essi vengono catturati, dunque strappati dal loro contesto naturale e trasportati nel luogo in cui moriranno. Qui aspettano uno dopo l’altro il loro turno, spesso vengono lasciati al freddo per far sì che la loro pelliccia si gonfi, poi vengono bastonati facendo bene attenzione a non provocare danni al manto e infine scuoiati e chi non ha la fortuna di morire prima viene scuoiato vivo.

La pelliccia proviene da una crudeltà senza precedenti che a volte risulta difficile credere, c’è ancora qualcuno che si chiede se realmente ci sia tutto questo dietro la produzione delle pellicce o se sia un’esagerazione degli animalisti. Vorremmo poter dire che è una finzione, che è una strategia economica per rovinare gli affari di qualcuno, ma purtroppo la pelliccia esiste.

Nonostante la lotta contro la produzione di pellicce vada avanti da tempo immemore e che siano sempre di più le persone che si oppongono e sempre di meno quelle che si fanno complici del massacro, la lotta sembra non dare molti frutti.

La maggiore responsabilità resta ancora una volta nelle mani di ognuno di noi. Chi si arricchisce ai danni di poveri animali martoriati non rinuncerà mai al proprio guadagno, ma ogni singola persona, la donna che compra la pelliccia di lusso o il ragazzino che compra il giubbotto con il collo di pelliccia, ha il dovere di chiedersi se vale realmente la pena macchiarsi di quest’atrocità per il gusto di essere alla “moda”.

L’unico modo per fermare il massacro é smettere di chiederci se questa pelliccia sia vera o no, smettere di credere che tutto questo non ci riguardi e cominciare a pensare che gli animali che subiscono questo tipo di violenza sono condannati a una morte atroce, la soluzione resta non comprare nessun tipo di pelliccia.

 

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