Ryanair batte la crisi con il “low cost”

Ryanair dimostra anche con gli ultimi risultati semestrali di essere in grado di fronteggiare la crisi, se è vero che pur in una fase così poco gradevole sui mercati, essa è riuscita ad archiviare i dati del semestre conclusosi il 30 settembre scorso con un utile netto in aumento del 20% sullo stesso periodo dell’anno precedente, a 543,5 milioni di euro.

Anche i ricavi della compagnia sono risultati in forte crescita, del 24% a quota 2,71 miliardi. E grazie all’aumento del numero dei passeggeri, +12% per 44,7 milioni di persone, è stato possibile contenere gli effetti negativi del rialzo del prezzo del carburante (+37), che ha così determinato un costo unitario del +13%.

L‘Eps, l’utile per azione, è così cresciuto del 20%, per un valore di 36,62 euro. In netta crescita anche l’utile operativo, pari a 650,5 milioni, +19%, mentre diminuisce appena il margine operativo, che passa dal 25% al 24%.

Grazie all’andamento migliore delle attese dei conti societari, gli obiettivi di utile per l’anno 2011-2012 (l’esercizio non coincide con l’anno solare) sono stati rivisti al rialzo, passando dalle precedenti attese di 400 milioni a 440 milioni, +10%.

Non poteva che essere soddisfatto il ceo di Ryanair, la compagnia irlandese, con sede operativa all’aeroporto bergamasco di Orio al Serio, Michael O’Leary, il quale parla di modello vincente di business per il suo “low cost”, che si è imposto ed è riuscito a esitare una crescita dell’utile, pur in un contesto così sfavorevole, quale è il mercato europeo in questi mesi.

Nel raffronto con l’utile dell’anno precedente, tuttavia, va anche sottolineato come nel 2010 la compagnia aveva subito un calo, in conseguenza dell’eruzione del vulcano islandese, che aveva per vari giorni impedito i voli in tutto il Nord Europa.