Sukuzi contro Volkswagen, indietro le nostre azioni

Il presidente della casa automobilistica giapponese Suzuki, Osamu Suzuki, ha chiede formalmente ai tedeschi della Volkswagen di riavere indietro la quota del 19,9% delle proprie azioni, che Wolfsburg aveva acquistato oltre due anni fa, dando inizio a un matrimonio tormentato da 1,7 miliardi di euro.

A nemmeno due anni di distanza, i giapponesi già a giugno avevano intimato agli “amici” tedeschi di tornare loro indietro la quota delle azioni, ma Volkswagen non vuole sentirne parlare. Alla base della disputa vi è l’accusa reciproca di violazione dell’accordo del settembre 2009. I giapponesi rimproverano ai tedeschi di non avere avuto accesso alla loro tecnologia, come concordato.

Dal canto loro, i tedeschi rinfacciano alla Suzuki di avere stipulato un accordo con un’azienda concorrente, la Fiat, che fornirà alla casa di Tokyo motori turbodiesel Multijet per i nuovi Suv SX4 di quest’ultima.

In sostanza, il patron della Suzuki sostiene che i Volkswagen non darebbe loro alcuna tecnologia utile e, pertanto, la Fiat sarebbe stata individuata proprio per questa ragione come nuovo partner. Lo stesso Suzuki ha affermato di avere chiesto ai tedeschi di sciogliere l’accordo, ma di avere ottenuto una risposta negativa.

Per questo, Tokyo ricorrerà alle vie legali, anche se si prospettano tempi lunghi per risolvere la controversia. Se come pare si farà ricorso a un arbitrato, i tempi per arrivare a una qualche decisione potrebbero essere non inferiori a 12-18 mesi, sostengono le stesse parti. E così fallisce la breve e poco intensa avventura tra le due case automobilistiche, per la gioia di schiere di legali da una parte e dall’altra e con scenari potenzialmente molto interessanti per Fiat.

 

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