Allarme Bankitalia, manovra Monti è recessiva

La manovra finanziaria da 30 miliardi del governo Monti potrebbe avere un impatto recessivo sul pil di mezzo punto percentuale sul biennio 2012-2013. E’ quanto prevede il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che esamina le misure in attesa di approvazione del Parlamento, ritenendo che l’aumento della pressione fiscale, che nel 2012 dovrebbe salire al 45%, potrebbe ridurre la crescita del pil per i prossimi due anni, già stimata in calo dello 0,5% per l’anno prossimo.

Certo, Visco evidenzia anche che tali misure potrebbero avere un effetto opposto espansivo, qualora dovessero determinare una riduzione del costo di rifinanziamento sulle famiglie e le imprese, così come se esse riusciranno a determinare sul mercato la percezione di una maggiore solidità dei conti pubblici, riscontrando la fiducia degli investitori.

Il governatore spiega, ad esempio, che il segnale della riduzione dello spread tra i nostri decennali e i titoli tedeschi di 80 punti, il giorno successivo al varo della manovra, è stato certamente incoraggiante e positivo.

La riforma della previdenza, per Visco, se da un lato frustra le attese individuali, dall’altro consolida nel lungo periodo la sostenibilità finanziaria del nostro sistema delle pensioni.

Apprezzamento poi anche per le misure di lotta all’evasione fiscale, tra cui l’abbassamento del limite per l’uso dei contanti da 2.500 a 1000 euro, al fine di rendere maggiormente tracciabili i conti.

La manovra dovrebbe ridurre l’indebitamento netto di 20,2 miliardi l’anno prossimo, di 21,3 miliardi nel 2013 e di 21,4 miliardi nel 2014. Con la somma delle misure già previste in estate dal precedente governo, ciò porterebbe a un risanamento complessivo dei conti del 3% nel 2012 e del 4,5% per il biennio successivo.

 

 

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