Banche italiane: Roe 2011 verso il minimo storico

Nel 2011 il Roe, ovverosia il Return on Equity, per le banche italiane dovrebbe attestarsi al minimo storico per poi risalire il prossimo anno leggermente e comunque al sotto della media degli ultimi dieci anni. E’ questo uno dei dati salienti emersi dall’AFO 2011-2013, il Rapporto di previsione presentato dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, la quale è tra l’altro tornata a ribadire il proprio no alle pressioni per nuove capitalizzazioni in un quadro come quello attuale che a livello globale è recessivo.

Questo perché le banche da un lato stanno continuando a sostenere con l’erogazione del credito il sistema del consumo e dell’imprenditoria, ma dall’altro subiscono le pressioni in materia di coefficienti di patrimonializzazione, cui si uniscono criticità dal fronte del funding. Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’ABI, nel ribadire l’importanza del decreto Salva Italia, auspica ora che anche a livello europeo vengano fornite risposte credibili alle tensioni sui debiti sovrani.

Dal Rapporto è emerso come le tensioni e le pressioni si traducano a carico del sistema bancario in una crescita lenta degli attivi accompagnata da un contestuale livello di redditività basso. Ciò nonostante, l’Associazione Bancaria Italiana prevede che gli Istituti, andando ad utilizzare tutte le leve finanziarie a loro disposizione, saranno in grado di portare il CoreTier1 ratio dall’8,3% del 2010 al 9,3% medio nell’anno 2013. Per quel che riguarda invece il Roe, ovverosia il Return on Equity, dallo 0,3% atteso per quest’anno si dovrebbe poi passare al 3% nell’anno 2013 senza però andare a raggiungere i valori corrispondenti ai livelli pre-crisi.

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