Made in Italy: si chiude un anno preoccupante

Negli ultimi anni, a favore di società straniere, l’Italia ha perso pezzi del proprio apparato industriale, a partire dalla chimica e passando per l’energia. L’anno che si è appena chiuso da questo punto di vista non è stato dei più rosei neanche dal fronte dell’agro-alimentare, con la Coldiretti che in merito parla di un 2011 caratterizzato da una vera e propria fuga dal made in Italy. In merito l’esempio più lampante è stato quello relativo all’assalto, riuscito, dei francesi della società Lactalis al Gruppo Parmalat; ma nei giorni scorsi non è passato allo stesso modo inosservato l’acquisto della quota di maggioranza di un marchio storico come Gancia da parte di una società russa che produce vodka.

Questo significa che più il tempo passa, e più quei marchi storici del made in Italy parlano sempre di più straniero. Al riguardo proprio la Coldiretti ricorda come negli anni scorsi siano finiti in mano a società estere anche dei brand tipici della nostra dieta mediterranea come Carapelli, Bertolli, ed anche il noto brand dell’olio Sasso.

L’Organizzazione degli agricoltori teme che l’ingresso degli stranieri nel capitale di società italiane nell’agro-alimentare porti poi inesorabilmente a fenomeni di delocalizzazione in grado di penalizzare sia l’immagine e le produzioni del made in Italy, sia l’occupazione proprio in una fase come quella attuale caratterizzata dalla scarsità di nuove opportunità lavorative in Italia. Fanno ben sperare però alcune operazioni “inverse”, anche se ad oggi isolate, come ad esempio l’acquisto da parte della Bauli dei dolci della Motta che così “tornano” nel nostro Paese.

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