Fitch pronta a declassare l’Italia, rischio crisi prolungata

L’agenzia di rating Fitch potrebbe declassare ulteriormente l’Italia. Lo avrebbe riferito l’analista David Riley a Bloomberg. Secondo Riley, l’alto rendimento dei titoli italiani andrebbe rimosso solo con un’adeguata rete di protezione, cosa che l’Europa non ha. Per questo, si intravede la possibilità che il giudizio sul nostro debito pubblico possa essere rivisto al ribasso.

Tuttavia, come l’Italia, anche altri stati rischiano il declassamento di uno o due gradini, ma non la Francia. Il fatto, secondo Fitch, è che l’Eurozona emetterà quest’anno 2.000 miliardi di euro in titoli del debito pubblico e la metà di questi saranno emessi da parte delle economie a rischio, spiega.

Attualmente, tra le tre grandi agenzie di valutazione, Fitch è quella che assegna all’Italia il giudizio più alto, esattamente un gradino in più di Standard & Poor’s (A) e Moody’s (A2), dando al nostro debito la valutazione di A+, che è stata appena confermata.

Intanto, Piazza Affari viaggia positiva verso la chiusura della seduta, con rialzi del 3%, trascinata da Unicredit, che risale del 7%, dopo avere perso circa il 45% in quattro sedute drammatiche consecutive, mentre i suoi diritti oggi esplodono dell”85%, dopo essere crollati ieri del 38%.

Resta molto alta la tensione sui titoli di stato, malgrado non si siano registrati aumenti dello spread, che resta in zona 520-525 punti base. Tuttavia, l’andamento dei rendimenti è preoccupante, visto che sul secondario si registra un tasso decennale del 7,16%, ossia ai livelli quasi massimi mai raggiunti in tempi di euro.

Le parole di Fitch di una crisi duratura non sono rassicuranti, visto che ciò rischia di ripercuotersi negativamente sulla tenuta del nostro debito, anche se la stessa agenzia sottolinea che l’Italia non andrebbe incontro a un rischio di ristrutturazione.