USA, terremoto alla Casa Bianca: si dimette capo staff di Obama

L’anno elettorale inizia male per il presidente Barack Obama, che poche ore fa è stato costretto a prendere atto delle dimissioni del capo dello staff alla Casa Bianca, William Daley, che aveva iniziato l’incarico non più tardi di un anno fa, quando dovette sostituire Rahm Emanuel, che si era candidato a sindaco di Chicago. Daley ha rassegnato le dimissioni ieri, dopo avere affrontato la questione subito dopo le vacanze di Natale. Obama lo aveva invitato a restare, ma lui ha deciso di lasciare lo stesso la Casa Bianca e Washington e di tornare a Chicago, la stessa città di origine del presidente.

Che non si tratti di un avvicendamento programmato lo dimostrano le stesse dichiarazioni di Obama, che non ha nascosto di essere rimasto “sorpreso” per la decisione di Daley. Questi sarà subito sostituito da Jacob Lew, un altro fidatissimo del presidente.

Ufficialmente la Casa Bianca annuncia che le dimissioni siano state dettate dalla volontà dell’uomo di fare ritorno a Chicago, ma tutti sanno che la spugna è stata gettata dopo un anno difficilissimo per l’Amministrazione, con sondaggi in picchiata e risultati negativi in ordine ai rapporti con il Congresso, che poi determinarono ad agosto il fallimento nella trattativa con i Repubblicani per innalzare il tetto del debito. Da quella vicenda, come sappiamo, scaturì il primo “downgrade” nella storia americana, ad opera di Standard & Poor’s.

La responsabilità di tale fallimento fu addebitata allora a Daley, che aveva già dovuto trasferire al consigliere di Obama, Pete Rouse, alcune deleghe, preannunciando un suo futuro addio.

Negli ultimi giorni, un libro della giornalista Jodi Kantor del New York Times aveva rivelato che il predecessore di Daley, Emanuel, era stato cacciato da Obama per le pressioni della moglie Michelle, che aveva con l’uomo un pessimo rapporto.

A dieci mesi dalle elezioni, la squadra presidenziale è tesa e poco coesa al suo interno e questo non sarebbe un buon segnale, indicando all’esterno un certo nervosismo. E’ chiaro da oggi in poi il presidente cercherà di serrare i ranghi il più possibile, perché ulteriori defezioni non sarebbero ammissibili e darebbero l’immagine di un Obama abbandonato dai suoi e in preda a una crisi di nervi pre-elettorale.

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