Risparmio e potere d’acquisto famiglie in calo

Nel terzo trimestre dello scorso anno in Italia c’è stato un calo dello 0,1% della propensione al risparmio delle famiglie sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al terzo trimestre dell’anno 2010. A rilevarlo è stato l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) nel precisare come il dato sia frutto un aumento dello 0,4% della spesa per consumo e di una crescita media del reddito disponibile pari allo 0,3%. Pollice verso anche per il potere d’acquisto, che nel terzo trimestre del 2011 è sceso dello 0,1% su base tendenziale, e dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Stabile è invece, stando ai dati comunicati dall’Istat, il tasso di investimento delle famiglie che è rimasto invariato nel terzo trimestre del 2011 rispetto al periodo aprile-giugno dello scorso anno; ma l’indicatore è sceso, seppur di un modesto 0,1%, anno su anno.

In base alle stime del Codacons, nell’arco di soli tre mesi le famiglie hanno perso oltre 100 euro di potere d’acquisto, per la precisione una media di 105 euro in tre mesi per famiglie di tre persone, che salgono a 112 per famiglie di quattro persone. Per l’Associazione la perdita del potere d’acquisto è in tutto e per tutto una tassa invisibile, ragion per cui occorre subito correre ai ripari. Questo ad esempio partendo dalle imminenti liberalizzazioni sul cui provvedimento secondo il Codacons il Governo dovrebbe porre la fiducia. Il tutto fermo restando che, a vantaggio del consumatore finale, si facciano le liberalizzazioni su quei settori che per la nostra economia, e quindi per la crescita, sono strategici.

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