Tassisti in rivolta contro liberalizzazioni. Scioperi selvaggi nelle grandi città

I tassisti non ci stanno e annunciano una lotta durissima contro l’esecutivo, reo di attentare al loro benessere, liberalizzando la vendita delle licenze. Si tratterebbe di aumentare il numero delle persone che potranno esercitare la professione, cosa che non va giù alla categoria. Tra ieri e oggi, i primi disagi sono stati avvertiti nelle tre più grandi città italiane.

A Roma, qualche ritardo si è avuto a Fiumicino e a Termini, dove i viaggiatori hanno dovuto attendere per via delle azioni di protesta non comunicate e che prevedono anche assembramenti di pochi minuti e astensioni momentanee dal lavoro. Stesso discorso a Milano, soprattutto, davanti all’aeroporto di Linate e alla Stazione Centrale.

A Napoli è già protesta vera e propria, con 500 tassisti che si sono dati appuntamento a Piazza del Plebiscito, con i loro veicoli, ricevuti dal Prefetto, affinché questi si faccia portavoce delle loro istanze davanti al governo.

Astensione dal lavoro proclamata in toto per il 23 gennaio, preceduta da una manifestazione di protesta a Roma il 16 gennaio, che culminerà al Circo Massimo.

Il governo dovrebbe approvare il decreto il prossimo 19 gennaio, ma l’esame della legge che era previsto in queste ore sarebbe stato rinviato proprio a quella data, magari per distendere gli animi. Tuttavia, è molto probabile che le misure verranno adottate comunque e tramite la decretazione d’urgenza entrerebbero subito in vigore, senza passare subito al vaglio del Parlamento.

Durante lo sciopero, dovrebbero essere preservati, tuttavia, i servizi essenziali, relativi al trasporto di persone invalide e di pazienti in cura con day hospital, così come delle donne in gravidanza. L’Authority di garanzia sugli scioperi ha, infatti, stabilito che un blocco totale del servizio sarebbe illegittimo.

 

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