Aumento Iva evitabile con la spending review

Senza una svolta dal fronte della razionalizzazione della spesa pubblica, in Italia i consumatori e le imprese debbono prepararsi dall’ultimo trimestre del 2012 ad un aumento dell’aliquota Iva ordinaria, dal 21% al 23%. Basandoci sull’aumento dal 20% al 21% dello scorso mese di settembre del 2011, è lecito attendersi l’ennesimo aumento dei prezzi ed una conseguente impennata dell‘inflazione. L’aumento di due punti dell’Iva potrebbe ulteriormente deprimere i consumi e quindi la crescita dell’Italia che già per l’anno in corso dovrebbe riportare una crescita negativa del prodotto interno lordo nazionale.

Di sicuro il Governo Monti potrà pianificare da questo punto di vista un passo indietro ma solo se arriveranno risultati tangibili dalla cosiddetta spending review, ovverosia dal contenimento di una spesa pubblica che è necessario tagliare per ragioni oramai note ai più. E se il taglio dei stipendi dei parlamentari è giusto visti i sacrifici che gli italiani stanno facendo e dovranno fare, questo di certo non comporta risparmi tali da scongiurare l’aumento dell’IVA.

Più plausibile è pensare a risultati dalla lotta all’evasione fiscale che comportino un netto aumento del recupero di tasse non pagate anche dopo che è stata introdotta la stretta sulla circolazione del contante, e dopo che gli italiani hanno perso un po’ della propria privacy visto che il Fisco potrà acquisire gli estratti dei nostri conti correnti. Con la speranza e l’auspicio che tutto questo serva a salvare l’Italia specie dopo che in questo weekend l’Agenzia Standard & Poor’s ha abbassato il rating sul debito pubblico del nostro Paese.

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