Kodak dichiara fallimento. In vendita 1.100 brevetti

Eastman Kodak, l’illustre società di pellicole fotografiche, ha chiesto di essere ammessa al Chapter 11, la legge USA che regola il fallimento di un’azienda. La voce era stata già confermata agli inizi di gennaio, ma forse con qualche giorno di anticipo si apprende della dichiarazione di bancarotta.

La società ha assunto tale decisione, dopo un Consiglio di amministrazione apposito e seguendo il parere dei massimi dirigenti, tutti concordi nel ritenere che sia l’unica via salvaguardarne il futuro. Kodak ha ottenuto una linea di credito di 950 milioni da Citigroup, che le consentirà di continuare ad operare per altri 18 mesi e d pagare gli stipendi ai 19 mila dipendenti.

Tuttavia, si punta alla vendita dei suoi 1.100 brevetti, che già dalla scorsa estate sono stati offerti sul mercato, ma la domanda era stata finora pressoché scarsissima, in quanto senza l’ammissione al fallimento, nessuno si caricherebbe degli ingenti oneri legati, in particolare, alle spese sanitarie e pensionistiche degli ex dipendenti.

Alla fine di settembre, la società con sede a Rochester (New York) aveva asset per 5,1 miliardi e debiti per 6,75 miliardi. Dalla vendita delle proprietà intellettuali, si presume di ricavare 600 milioni di dollari.

Kodak ha chiuso dal 2005 e con la sola eccezione di un esercizio sempre in rosso, non essendo stata in grado di tenere il passo con l’avanzata della fotografia digitale, che pure era stata inventata da essa nel 1975. Tuttavia, dopo l’invenzione, la società non fu in grado di sfruttarla commercialmente e negli ultimi anni aveva di fatto abbandonato il mercato fotografico, per concentrasi su quello delle stampanti e degli apparati medicali.

 

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