Liberalizzazioni: parte l’attesa per gli emendamenti, ma i giudizi di partiti e parti sociali sono incoraggianti

Dopo la presentazione del pacchetto sulle liberalizzazioni, i partiti e le forze sociali si preparano a proposte e proteste sui singoli provvedimenti, anche se per il momento i pareri sono complessivamente positivi. Parte a bomba il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, che tende a smontare le indiscrezioni giornalistiche che lo davano fortemente critico verso l’esecutivo, e si dice addirittura “entusiasta” dall’avvio di un processo di crescita del paese: “Dopo 5 anni di silenzi e arretramenti c’è un governo che sta 8 ore e non 9 minuti e mezzo sulla Finanziaria, che sta 8 ore su un pacchetto largo di interventi molto vasti e significativi”. Nello stesso tempo, però, il segretario dei democratici tiene a sottolineare che su alcune tematiche come farmaci, gas e notai è necessario “stringere” per evitare ulteriori pressioni e rischiosi rinvii.

Anche dal Pdl arriva per bocca del segretario Angelino Alfano un deciso ed inequivocabile apprezzamento per le misure proposte: “Se queste liberalizzazioni saranno in grado di centrare l’obiettivo, non solo saremo ben lieti ma le sosterremo in Parlamento”. Una posizione che senza dubbio stride con le estemporanee dichiarazioni delle ultime ore da parte di Silvio Berlusconi, che aveva addirittura già decretato un “fallimento” del governo Monti ed un suo personale prossimo “richiamo” alla guida del paese.

Come sempre il Terzo Polo è al fianco del governo anche in questa fase, “senza se e senza ma” come riferisce il leader Udc Pier Ferdinando Casini, anche se Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, fa notare che c’è ancora da molto da fare, in particolar modo nei settori dei servizi postali e delle ferrovie, augurandosi che si faccia presto. Grande cautela da parte di Idv, che si mette in posizione di attesa per studiare attentamente le misure nel decreto, riservandosi qualsiasi decisione. “Mi sembra che ancora una volta siano intervenuti interessi potenti e ben rappresentati, sia in Parlamento che nello stesso governo. Si poteva, anzi si doveva, essere molto meno timidi in materia di banche, assicurazioni ed energia” fa sapere Antonio Di Pietro.

Dai partiti si passa alla reazione assolutamente euforica della leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, che esorta il governo ad andare avanti, etichettando come “sacrosante” le norme appena presentate, e lanciando una sorta di sfida a chi protesta: “E’ giusto toccare tutte le categorie e il governo le sta toccando tutte e se qualcuno strillerà, lasciamoli strillare”. La sua “controparte” Susanna Camusso, leader della Cgil, è di certo molto meno entusiasta ma non appare particolarmente agguerrita, richiamando da un lato alla cautela su alcuni eccessi di deregolamentazione dagli effetti potenzialmente controproducenti, ma ammettendo: “Allo stato mi pare ci siano cose indubbiamente utili, altre, se venissero confermate, non ci convincerebbero. Penso ad esempio al contratto Ferrovie”.

In attesa quindi degli emendamenti al “cresci Italia”, su tutti aleggia il monito del Presidente del Consiglio, che ricordando la sovranità del Parlamento, mette in guardia da eventuali stravolgimenti: “Noi illustreremo ai partiti qual è la logica di insieme… e sconsiglieremmo che dovessero farla venir meno.”

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