Sciopero tir: rischio prezzi alle stelle

La protesta dei tir, dei braccianti, agricoltori, pastori e pescatori, partita dalla Sicilia, da 24 ore a questa parte si sta estendendo a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale. Molti porti e caselli autostradali sono bloccati proprio dagli autotrasportatori e da cittadini che protestano contro i prezzi del gasolio oramai troppo alti anche a causa dei ripetuti aumenti delle accise. E’ una “rivolta” che parte dal basso, dalla base, se si considera che la sigla dell’autotrasporto più importante, l’Unatras, lo sciopero lo ha comunque differito per evitare tra l’altro strumentalizzazioni dopo che in Sicilia la “cinque giorni” di dura protesta di Forza D’Urto e del Movimento dei Forconi ha messo in ginocchio l’Isola.

La Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, è molto preoccupata di quanto sta accadendo in queste ore visto che lo sciopero dei tir rappresenta un colpo micidiale per l’agricoltura. Questo perché di questo passo rischiano di finire al macero svariate tonnellate di prodotti agro-alimentari con conseguenti danni per diverse decine di milioni di euro.

In più il rischio è anche a carico dei consumatori per effetto di un possibile aumento dei prezzi al dettaglio. Questo perché, come s’è visto nei giorni scorsi in Sicilia, erano iniziati a scarseggiare nei banconi dei supermercati i beni di prima necessità a partire dall’acqua imbottigliata e passando per la carne ed il latte. Di riflesso la Confederazione Italiana Agricoltori, pur capendo i motivi della protesta, auspica che da parte di tutti prevalga il senso di responsabilità altrimenti la protesta rischia di dare un colpo micidiale all’agricoltura ed alle tasche dei consumatori.

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