Arriva il decreto liberalizzazioni, Napolitano firma

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto sulle liberalizzazioni del Governo Monti. Il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, non senza alcune novità rispetto al testo previsto. Il presidente Monti, al termine dell’Ecofin di ieri, a Bruxelles, ha dichiarato che nel decreto “c’è roba vera”. Monti ha nuovamente puntato il dito contro chi difende gli interessi di categoria, senza considerare che la crisi richiederà un sacrificio generalizzato. “I sacrifici saranno tanto minori quanto più coinvolgeranno tutti”, ha dichiarato il Premier.

Intanto, non mancano delle novità nel testo del decreto firmato da Napolitano. La prima consiste nello stanziamento di 5,7 miliardi di euro per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. La somma verrà ricavata da una ricollocazione di fondi pubblici e dell’emissione di titoli di Stato, fino a 2 miliardi.

I 97 articoli del decreto confermano comunque le indiscrezioni di questi giorni riguardo al testo del provvedimento. Taxi, farmacie, notai, Srl a un euro per i giovani, gas e Rc Auto: tutte le liberalizzazioni annunciate sono state inserite nel decreto. Tra le novità introdotte, una di queste prevede l’attivazione di investimenti nel settore Food e No-Food pari a 250-300 milioni di euro. L’investimento servirà al rilancio del settore, ma è stata irrigidita la disciplina sulle relazioni commerciali per la cessione di prodotti agricoli e agroalimentari per limitare la concorrenza sleale.

Un’altra novità del testo è la possibilità di dedurre degli interessi passivi per le società a prevalente capitale pubblico, fornitrici di acqua, energia, teleriscaldamento, servizi di smaltimento e depurazione. Per quanto concerne gli autotrasporti, si è cercato di limitare l’aumento dei prezzi del carburante. Il governo, nella sua relazione tecnica, ha riconosciuto che “i recenti aumenti delle accise sul gasolio per autotrazione stanno mettendo a dura prova la tenuta del comparto, che ha già dovuto sopportare ulteriori rincari di altre voci di spesa come assicurazioni e manutenzione dei veicoli, in un contesto economico che è tuttora al di sotto dei livelli antecedenti alla crisi”.

Ora Monti dovrà vincere gli ostacoli che gli si presenteranno in Parlamento, dove i partiti spingono e avanzano le loro richieste; il decreto arriverà in Parlamento a breve per la definitiva approvazione, probabilmente passando prima dal Senato. Il Pdl vorrebbe che si usasse il pugno di ferro contro lo sciopero dei Tir; il Pd mette in guardia per quanto riguarda la cassa integrazione, che il ministro Fornero ha intenzione di modificare; l’Italia dei Valori giudica “timido” il lavoro del Governo sulle liberalizzazioni.

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