Asta BoT, semestrali sotto il 2%. Spread scende sotto 400 bp

Molto bene il risultato dell’asta dei BoT emessi oggi dal Tesoro per complessivi 11 miliardi. In particolare, sono stati collocati BoT a sei mesi, con scadenza 31 luglio 2012 per 8 miliardi e BoT flessibili con scadenza 27 dicembre 2012 per 3 miliardi.

I primi hanno riscontrato una domanda di 1,346 volte l’importo offerto, contro un bid-to-cover ratio precedente di 1,7, ma il rendimento esitato è sceso all’1,969%. Era dal maggio 2011 che i rendimenti non scendevano sotto il 2% e sempre a maggio si deve tornare per trovare un tasso più basso di quello di oggi (1,664%).

Rispetto all’asta precedente, il calo dei rendimenti è stato notevole, scendendo dal 3,251% dello scorso 28 dicembre.

Stessa storia per i BoT flessibili a 11 mesi, il cui rendimento si attesta poco sopra il 2%, al 2,214%, riscontrando una domanda pari a 1,821 volte superiore.

In tutto, la domanda non è stata in sé entusiasmante, ma quel che importa è che ciò sia stato sufficiente a fare scendere nettamente i rendimenti, secondo un trend che va fortunatamente avanti da settimane e che vede diminuire il rapporto di copertura, per via di rendimenti non più così allettanti.

E’ ancora presto per potere dire che la situazione sui mercati si stia normalizzando. Già lunedì, il nostro Paese sarà alle prese con un nuovo test, che riguarderà i BTp, emessi per un valore complessivo fino a 8 miliardi, tra titoli con scadenza 2015 per 3-4 miliardi e altri BTp 2022 per 1,5-2 miliardi. Infine, saranno collocati tra 1 e 2 miliardi anche BTp 2016 e 2021.

Immediata la reazione del mercato secondario dei bond, che alla notizia dell’esito dell’asta odierna, ha registrato una discesa del differenziale di rendimento tra decennali italiani e omologhi tedeschi, fin sotto la quota dei 400 punti, puntando decisamente in zona 390 bp.

 

 

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