Caccia agli oranghi: una mamma e una figlia salvate da morte certa

Continua in Borneo l’emergenza legata alla diminuizione del numero degli oranghi. Il numero degli esemplari è diminuito di circa 5 volte negli ultimi anni e sembra che questi animali siano destinati a scomparire da questi territori.

La caccia degli oranghi è aumentata pericolosamente negli ultimi anni a causa degli interessi economici di molte aziende produttrici di olio di palma che mirano ad appropriarsi costantemente di un maggior numero di ettari di territorio, così da incrementare i propri guadagni. Sembrerebbe infatti che gli oranghi costituiscano un impedimento per l’utilizzo di queste zone, occupandole con la propria presenza.

A perdere la vita questa volta erano destinati due esemplari, una mamma con il suo cucciolo. Sono stati salvati giusto in tempo da un gruppo internazionale impegnato nel soccorso degli animali. Il gruppo ha sede in Gran Bretagna, ma gli uomini si trovavano nel Borneo e svolgevano azioni di tutela su tutto il territorio. La mamma orango stringeva tra le sue braccia il piccolo in un ultimo tentativo di salvargli la vita. Mentre il gruppo di bracconieri armati si stava avvicinando ai due animali, sono stati prontamente fermati. Poco dopo il salvataggio si è inoltre scoperto che la mamma orango era incinta.

Un salvataggio tempestivo che però non potrà cambiare molto la drammatica situazione presente nel Borneo. I responsabili delle aziende produttrici di olio di palma negano ogni tipo di coinvolgimento nella diminuzione del numero degli oranghi e nell’aumento del bracconaggio. Ma i bracconieri intervistati hanno più volte affermato di essere stati contattati personalmente dalle suddette aziende per sterminare la popolazione di oranghi in cambio di circa 100 dollari per ogni esemplare abbattuto.

Si stima che attualmente gli oranghi siano presenti nelle foreste pluviali di Sumatra e del Borneo, ma anche qui il loro numero sta diminuendo drasticamente. La mamma e il suo piccolo salvati erano gli unici esemplari rimasti nella zona interessata e senza un intervento serio e massiccio sarà difficile immaginare una ripopolazione del territorio.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here