Hai il Pc in ufficio? Paghi il canone. E scoppia la guerra contro la Rai

Un esborso da quasi 1 miliardo di euro ai danno delle imprese italiane. Sarebbe questa l’entità del semisconosciuto balzello preteso quest’anno dalla Rai, il cosiddetto canone speciale per il possesso di apparecchi attinenti al settore dei personal computer, ipad, tablet e così via, quando in dotazione ad aziende o esercizi commerciali. Da alcune settimane, milioni di imprenditori e lavoratori autonomi si son visti arrivare delle letterine in cui da Viale Mazzini si chiedeva di regolarizzare la loro posizione, addirittura facendo riferimento ad un Regio Decreto del 1938 che si riferisce ad “apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive”, norma antidiluviana che istituisce questa tassa che peserebbe dai 200 ai 6mila euro all’anno per singola attività, ed ad cui è stata conferita una nuova vita con l’articolo 17 del “Salva Italia”, che obbliga le imprese ad indicare nella dichiarazione dei redditi il numero dell’abbonamento speciale.

Una situazione che è già stata tradotta in una interrogazione ai ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e finanze scritta dai senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca, in cui si definisce la richiesta di pagamento assolutamente illegittima e si ricorda come già dal marzo 2007, e negli anni successivi, l’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) abbia cominciato ad interpellare gli organi competenti per sapere esattamente quali fossero gli apparecchi soggetti al canone oltre ai televisori, senza a tutt’oggi avere una risposta unica ed esaustiva. Una situazione paradossale già più volte oggetto di interessamento politico, ma non ancora risolta.

Pdl e Pd sembrano d’accordo nel voler dipanare questa matassa, come dichiara ad esempio il democratico Bruno Murgia, già primo firmatario di un proposta di legge per esentare dal canone i possessori di pc, videofonini e palmari: “Pretendere denari da chi già paga regolarmente il canone per le proprie abitazioni non è tollerabile“, mentre Vincenzo Vita, membro Pd in commissione Vigilanza, parla di una “interpretazione burocratica della normativa, infatti la legge in materia fu immaginata in una stagione assai precedente all’epoca della rete“.
Anche Italia dei Valori si fa sentire tramite il presidente dei senatori, Felice Belisario: “Nei prossimi giorni presenterò un’interrogazione al ministro Passera per chiedere i motivi di questa iniziativa totalmente senza senso e iniqua“. Nella polemica si tuffa ovviamente anche la Lega Nord, che per bocca di Davide Caparini, responsabile della comunicazione, parla di un vero e proprio tentativo di vessare i contribuenti, approfittando delle attuali normative che rendono indispensabile la presenza di dotazioni informatiche: “Basti pensare all’obbligo per le società di dotarsi di posta elettronica certificata e la previsione che i contatti tra imprese e pubblica amministrazione debbano avvenire esclusivamente in forma telematica“.

Sul fronte dell’imprenditoria, secondo Rete Imprese Italia, l’ambiguo balzello graverebbe potenzialmente su 5 milioni di aziende. una richiesta definita “assurda” proprio perché a venir tassati finirebbero strumenti come i personal computer che vengono utilizzati per lavoro e non per guardare i programmi della Rai: “In questo momento di gravi difficoltà per i nostri imprenditori, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro onere così pesante e ingiustificato” scrive quindi l’associazione in una lettera al Governo, chiedendo esplicitamente l’esenzione “da qualsiasi obbligo di corrispondere il canone in relazione al possesso di apparecchi che fungono da strumenti di lavoro per le aziende, quali computer, telefoni cellulari e strumenti similari”.

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Sul piede di guerra scendono anche i rappresentanti dei consumatori di Adusbef e Federconsumatori, che parlano di azione vergognosa e minacciano di invitare al “congelamento” del canone se la Rai non farà marcia indietro, richiedendo un immediato intervento risolutivo da parte del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera.

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