Canone per smartphone e tablet: Internet fa cambiare idea alla RAI

Solo qualche giorno fa abbiamo parlato della possibilità che la Rai potesse richiedere il canone a tutti coloro che sono in possesso di uno smartphone e tablet, appellandosi ad una legge del 1938 secondo cui chiunque sia in possesso di un apparecchio in grado di ricevere un segnale audiovisivo deve pagare una tassa.

Le polemiche sono state tantissime e bisogna dire che la RAI sembra averne tenuto conto visto che è stato diramato un comunicato stampa DOPO che la notizia è stata portata a galla in tantissimi blog ed è stata poi diffusa dai lettori sui social network.

In un comunicato stampa diramato da Repubblica, la Rai ha dichiarato: “La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più’ televisori… Si ribadisce che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore“.

La notizia è senza ombra di dubbio estremamente positiva, soprattutto perché è l’ennesima dimostrazione della potenza che possono avere blog e social network nell’influenzare enti e società come la RAI.

Soddisfazione anche da parte di presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi, il quale ritiene che appellarsi ad una legge del 1938 per tassare tecnologie degli anni 2000, non è altro che un’interpretazione arbitraria non supportata da alcun riferimento legislativo.

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