Aumentano gli Instant Messaging, diminuiscono gli SMS: perdite di 14 miliardi di dollari per i gestori telefonici

Negli anni ’90 hanno iniziato a diffondersi i primi cellulari di cui non tutti abilitati all’invio e alla ricezione degli sms. Ma con il boom iniziato dal 1997 circa, con l’operatore Omnitel (oggi Vodafone) che lanciò la promozione per inviare messaggi gratis, nel corso degli anni sono stati inviati miliardi di sms.

Come tutte le novità, però, anche gli sms sembrano che stiano per essere superati. Non si tratta dei messaggi multimediali, ma degli instant messaging. Diciamo la verità: se volete comunicare con un amico preferite inviargli sms da 160 caratteri o contattarlo tramite la chat di Facebook (che oltre a non avere limite di caratteri è anche gratuita)?

Facebook è sicuramente uno dei responsabili del minor numero di sms inviati, ma bisogna dire che ci sono tanti altri strumenti che possono essere utilizzati come alternativa agli sms, come ad esempio Windows Live Messenger o Yahoo Messenger, entrambi disponibili anche tramite smartphone o Whatsapp.

Ma potremmo parlare anche di Google+, Google Chat e i vari servizi che offrono la possibilità di inviare sms gratis via web. Senza parlare poi delle applicazioni VOIP come Skype che oltre a far risparmiare il costo della chiamata, permette anche di avviare una chat testuale.

Tutti gli strumenti appena citati costituiscono un risparmio non indifferente per i consumatori ma ovviamente per i gestori telefonici il minore utilizzo dei messaggi di testo si traduce in perdite economiche: si tratta di ben 14 miliardi di dollari secondo la società di ricerche Ovum. Come riguadagnare questi soldi? Considerate le tariffe italiane, pare che i carrier stiano puntando sugli abbonamenti flat per la connettività 3G degli smartphone.

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