Polemiche dopo le rivelazioni sulla moderazione di Facebook: la posizione del Network

Solo ieri è rimbalzata ovunque la notizia dell’inchiesta del sito Gawker.com, riguardante gli interessanti e curiosi retroscena che si celano dietro la rimozione di contenuti discutibili da Facebook. In particolare ha destato sorpresa e dibattito la direttiva riguardante il divieto di pubblicazione di foto contenenti donne che allattano, partito dalla protesta di un utente che si è visto rimuovere la foto di una donna di colore che allatta un bimbo bianco. Grazia Passeri, presidente dell’Associazione Salvamamme parla addirittura di un episodio vergognoso, nel considerare alla stregua di pornografia un atto assolutamente naturale per la società civile e le donne: “Non vorremmo, poi che la differenza di colori tra mamme e bebe’ aggravassero ancora di piu’ questi atteggiamenti. Chiediamo agli amministratori di Facebook di intervenire al piu’ presto, affinche’ situazioni del genere non debbano mai piu’ ripetersi“.

A tal proposito, l’ufficio stampa di Facebook Italia ha diramato una nota ufficiale per esprimere la sua posizione sulla vicenda:

“Per processare in modo rapido ed efficiente milioni di segnalazioni che riceviamo ogni giorno, abbiamo deciso di appoggiarci a società esterne per effettuare una classificazione iniziale di una piccola parte dei contenuti segnalati. Queste società sono soggette a rigorosi controlli di qualità e abbiamo implementato diversi livelli di tutela per proteggere i dati degli utenti che usano il nostro servizio. Inoltre nessun altra informazione viene condivisa con terzi oltre ai contenuti in questione e alla fonte della segnalazione. Abbiamo sempre gestito internamente le segnalazioni più critiche e tutte le decisioni prese dalle terze parti sono soggette a verifiche approfondite.
I nostri processi vengono migliorati costantemente e i fornitori sono monitorati su base continuativa. Questo documento fornisce una fotografia dei nostri standard applicati a uno dei nostri fornitori. Ulteriori informazioni qui http://www.facebook.com/communitystandards

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