Intervista alla fotografa Francesca Pompei

S’inaugura oggi una nuova rubrica per la sezione fotografia di BlogLive, dedicata ai personaggi che rappresentano la fotografia nel nostro paese e nel mondo. L’iniziativa è nata dalla voglia di divulgare e dare notizia di quest’arte capace di regalare molte emozioni, la cui conoscenza ed espansione, spesso trova non poche difficoltà.

Oggi ho il piacere di presentarvi la fotografa Francesca Pompei, che ho avuto il piacere d‘intervistare.

1 Diamo il benvenuto nel nostro blog alla fotografa Francesca Pompei, vuole presentarsi ai nostri lettori?

Ho 34 anni, mi sono laureata in filosofia estetica  e vivo a Roma.

2 Com’è nata la passione per la fotografia?

Da un’impellente necessità di comunicare, le foto sono il mio alfabeto. Ognuno sceglie il mezzo a sè più congeniale;  la macchina fotografica è un medium per trasmettere le mie sensazioni e suggestioni che, legate all’arte e al bello, secondo me dovrebbero aiutare a vivere meglio. Finiti gli studi di filosofia, immaginando che non avrei avuto grandi sbocchi lavorativi, ho cercato un percorso che mi permettesse comunque di metterne a frutto i risultati coniugandoli con la mia passione per l’arte e l’immagine.

3 La sua carriera vanta diverse esperienze importanti: ha lavorato come free lance per il Cinema di Venezia, ha collezionato diverse campagne pubblicitarie per Sony e Nissan, per poi, uno tra gli ultimi lavori recenti del 2011, troviamo il volume “Le 100 Fontane del Vaticano” ; vuole parlarci di questo suo trascorso professionale? A quale genere si sente più legata?  

La mia formazione professionale ha toccato vari generi: la  fotografia analogica e il trattamento  del bianco nero nei miei studi presso le scuole del Comune di Roma,  il reportage durante il mio stage all’Assiociated Press (AP), la foto di studio e quella sui set come assistente in servizi per Rai Cinema e Rai Fiction. Ma il genere a cui mi sento più vicina per sensibilità e attitudine personale è senz’altro  la foto d’arte e d’architettura. Grazie alle  esperienze passate ho potuto testare vari generi così che il mio è stato per così dire un approdo consapevole.

4 Il suo ultimissimo progetto è il Corso fotografico per l’Africa indetto dall’Associazione Amka in favore dell’istruzione elementare nel Congo; come nasce la sua collaborazione con quest’ONLUS?

All’inizio ero un po’ scettica sia perchè non è detto che la capacità d’insegnare sia di tutti sia per la mia posizione in genere un po’ sospettosa nei confronti delle Onlus. Dopo alcuni incontri con i responsabili del progetto sono rimasta colpita dall’entusiasmo e dalla serietà professionale dell’associazione, formata da uno staff  di volontari giovanissimi ed ipercreativi. L’idea poi  di fare qualcosa di utile nella promozione della cultura fotografica e trasmettere quello che sapevo mi hanno spinto definitivamente a mettermi alla prova ed accettare.

5 Com’è stato il suo percorso con la fotografia? Ha trovato molte difficoltà ad affermarsi con la sua professione?

Premesso che non mi sento assolutamente  “affermata” e conosco colleghi coetanei con alle spalle traguardi ben più prestigiosi dei miei, proprio come in qualsiasi altro lavoro creativo, si tratta di un percorso in continuo divenire, che procede per tappe temporanee. Per quanto riguarda invece l’aspetto pratico, oggi le difficoltà ci sono in qualsiasi settore lavorativo, almeno ho la fortuna di fare ciò che ho scelto e mi piace! E non è poco… Anche se c’è da dire che l’Italia è particolarmente carente nella promozione e nel sostegno della cultura e della ricerca, e questo crea inevitabilmente delle difficoltà in più nell’ inserimento professionale.

6 Ho letto che ha partecipato a diversi concorsi, ricevendo molti riconoscimenti e classificandosi come vincitrice al concorso Viaggi di Architettura nel mondo, ricorda un qualche piacevole aneddoto legato a quest’esperienza che vuole condividere con i nostri lettori?

Che ho vinto il viaggio a Chicago proprio nel pieno della campagna elettorale  di Obama come presidente e la sua  città era in delirio per la candidatura.

7 Che cosa consiglierebbe ad un giovane fotografo in erba che sta ancora cercando la sua strada?

Che responsabilità! Comunque suggerirei senz’altro di essere curioso, di fare del proprio meglio per allargare le proprie conoscenze e sviluppare le proprie attitudini. E poi di non aver paura di osare e  di guardare.

Ringrazio ancora la professionista Francesca Pompei per la sua disponibilità.

Tiziana Cazziero

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