Esplosione Pegatron, risarcimenti ridicoli per le vittime

Nuove polemiche in casa Apple per le condizioni degli operai nelle fabbriche. Dopo l’esplosione della Pegatron di Shangai nel 2011, sono emersi nuovi scandali. Sembrerebbe infatti, come confermato da 25 operai coinvolti nell’incidente, ai microfoni di NPR (National Public Radio) che la Apple avrebbe inviato alcuni ispettori poco prima dell’esplosione. La Pegatron produce i pezzi per gli iPad e nel dicembre scorso be 61 lavoratori sono stati coinvolti in una brutta esplosione, a causa di cumuli di polvere di alluminio accumulati sulle apparecchiature.

Prima della visita degli ispettori Apple, avvenuta con guanti, come notato dal’operaio Liu Hengchao, gli è stato ordinato di pulire le apparecchiature dalla polvere, per dare una parvenza di buono stato. Dopo i controlli, come fatto notare durante l’intervista da uno degli operai rimasti ustionati He Wenwen, ha sentito l’esplosione: “Ho visto una palla di fuoco che veniva verso di me… ho perso conoscenza per qualche secondo e più tardi, quando ho aperto gli occhi, ho visto dappertutto fuoco e fumo denso. Ho avuto paura, molta paura. Potevo sentire gli altri che urlavano e piangevano”. 

Le maschere indossate dai dipendenti, tra l’altro, coprivano solo gli occhi, permettendo alle polveri altamente infiammabili e cancerose, di penetrare nelle narici. Inoltre, gli operai dovevano lavorare con le finestre sigillate, senza sapere dell’infiammabilità delle polveri. 

La cosa più grave è che nessuno alla Apple abbia contattato gli operai, solo dopo le pressioni della radio NPR, e che il risarcimento offerto sia davvero ridicolo: solo 600 euro. L’azienda di Cupertino, comunque, dopo il grave episodio, ha imposto nuove regole ai suoi fornitori: estintori a portata di mano, sistema di ventilazione, ispezioni regolari e complete per individuare eventuali polveri.

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