17 ragazze, censurate le liceali incinte delle sorelle Coulin

Arriverà nelle sale il 23 marzo col marchi di film vietato ai minori di 14 anni. Si tratta di 17 ragazze (17 filles), opera prima delle sorelle Delphine e Muriel Coulin, accolta calorosamente alla Semaine de La Critique durante l’ultimo Festival di Cannes e Premio Speciale della Giuria al 29° Torino Film Festival. La commissione censura del Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), riunitasi lo scorso 8 marzo, ha infatti deciso di imporre il divieto di visione per i minori di 14 anni.

Ufficialmente la decisione è dipesa dalla presenza in alcune scene di comportamenti trasgressivi da parte delle giovani protagoniste, come fumare uno spinello e la guida spericolata, e il conseguente rischio emulazione di tali gesti da parte degli adolescenti italiani. Ufficiosamente sembra invece che la discussione in seno alla commissione censura abbia riguardato il timore di un’istigazione alla gravidanza.

La pellicola delle sorelle Coulin – che si ispira ad una storia molto controversa realmente accaduta nel 2008 in un liceo di Glouchester, nel Massachussets –  racconta infatti di un gruppo di liceali che decidono volontariamente di rimanere incinte contemporaneamente per crescere insieme i loro bambini, facendo a meno di chiunque, sia dei loro partner che dei genitori  e lasciando perplessa l’intera comunità del piccolo centro bretone in cui vivono, Lorient. Un gesto eclatante e singolare il loro, al contempo di amore e di ribellione, che ha la sua origine nella condizione esistenziale delle giovani protagoniste, nel loro disagio e nella loro profonda solitudine, amplificati dall’assenza e dall’inadeguatezza di genitori che ai loro figli hanno lasciato in eredità un mondo senza speranza per il futuro. Camille e le sue amiche vivono un’età in cui si ha fretta di crescere. Un’età in cui si fanno sogni meravigliosi, ma si è ancora troppo giovani per realizzarli; e quando poi si diventa adulti, è troppo tardi per riuscirci. Il loro sogno di diventare madre a 17 anni è una nuova utopia, giovanile e femminista allo stesso tempo, in cui credono fermamente. E nessuno può fermarle dal realizzarla.

«Ingiustificato e mi sorprende che questo succeda in un Paese dove l’ex presidente del Consiglio allietava le sue serate con una minorenne». E’ quanto pensa la regista francese Muriel Coulin sul divieto che la censura italiana ha posto al suo film. ’17 ragazze’ è una commedia che dà un ritratto del mondo dell’adolescenza assai insolito, ma anche molto sincero e appassionante. Non pecca di moralismo, non vuole esprimere un giudizio, ma è lo stesso ricco di interessanti spunti di riflessione. «Abbiamo mostrato il film in 20 Paesi, dall’India agli Usa, e non abbiamo mai avuto problemi: gli adolescenti hanno discusso e avuto reazioni costruttive ovunque». Tranne in Italia.

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