Emilio Fede resiste e si barrica in ufficio: “Lasciatemi stare. Confalonieri? Mai detto!”

Si pensava prima all’ennesimo falso allarme, poi all’annuncio di un accordo di cui si parlava da tempo… e invece no, era proprio un “licenziamento in tronco” seppur presentato in modo “soft” dai comunicati stampa dell’azienda. E così Emilio Fede, nonostante tutto, è tornato stamane a Mediaset, rinchiudendosi in solitudine nel suo vecchio ufficio, dopo aver congedato frettolosamente i giornalisti, informandoli prima verbalmente e poi con alcuni biglietti scritti che non sapeva “nulla di preciso” sull’immediato futuro, che non solo lui ma anche tutta la redazione del Tg4 era stata presa di sorpresa, e che aspettava di parlare con la direzione del personale, un colloquio che sarebbe avvenuto nel massimo riserbo.

E mentre sul web è presente più l’entusiasmo per la notizia (o una solidarietà ostentata a mò di sfottorio) piuttosto che il rammarico, è sicuramente vero che gli ultimi sviluppi hanno invece lasciato il segno tra colleghi e sottoposti dell’ormai ex direttore, che ai microfoni esternano senza remore un improvviso e profondo dispiacere per il siluramento dell’amato (almeno da loro) direttore.

Qualche dettaglio in più comincia comunque a filtrare man mano che passano le ore: “Non credo che lascerò Mediaset, volevano lasciassi la direzione il primo luglio, ma io chiedevo una proroga, mi ero intestardito e allora adesso mi hanno risposto così per reazione alla mia testardaggine…” avrebbe spiegato Fede stamane, definendo anche un “ragazzo per bene” il suo sostituto Giovanni Toti, attuale direttore di Studio Aperto su Italia1 e da oggi ufficialmente in carica alla guida del Tg4. Negli ultimi mesi Fede aveva esternato la sua volontà di scendere in politica al fianco di Silvio Berlusconi, trattando contestualmente la sua uscita da Mediaset, che si supponeva “condita” da grossi benefit. Ma qualcosa deve essere andato storto, visto che ieri il giornalista si è visto congedare invece in stile “fantozziano”, subendo un vero e proprio blitz a sorpresa del responsabile del personale e di un avvocato, che a fine giornata gli davano il benservito: “Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l’azienda…”

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E come al solito è il momento delle polemiche, quando l’ex direttore si inalbera e smentisce categoricamente le notizie giornalistiche che lo descrivevano come inviperito nei confronti di Fedele Confalonieri, che sarebbe stato l’artefice del “complotto” che lo ha defenestrato: “Mai detto, neppure pensato”. Immediatamente dalle colonne di Repubblica risponde il giornalista Antonello Caporale, ribadendo che lo stesso Fede avrebbe invece dato adito alla succitata tesi, anche presso il Corsera: “…Io desidero rammentarti un’ovvietà: a mia domanda (ti ha licenziato in questo modo, questa è la mano di Confalonieri), tu mi hai risposto: sì, è di Confalonieri. Ed era un’ovvietà della quale – dal tuo punto di vista – non potevi che prendere atto, per i modi e i tempi che hanno scandito il benservito…”

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