L’Unione Europea si incontrerà con i produttori di auto a giugno

Nel settore automotive sta sorgendo negli ultimi mesi un problema comune che affligge la maggior parte dei produttori: le vendite diminuiscono e c’è un esubero di manodopera che va assolutamente controllato. A mettere in luce il problema è stato qualche giorno fa Sergio Marchionne che ha chiesto all’Unione Europea di fare qualcosa per risolvere il problema del 20% di eccesso di capacità produttiva.

Anche Stephen Odell, responsabile di Ford Europa, ha messo in luce questo problema affermando che l’Unione Europea dovrebbe smetterla di opporsi alla chiusura degli stabilimenti. Questo malcontento generale deve essere sedato e quindi è previsto un incontro generale tra l’Unione Europea e i produttori di automobili il 6 giugno a Bruxelles.

L’incontro ci sarà, che si trovi una soluzione comune è molto più difficile. Infatti, i produttori di auto hanno idee diverse su come uscire da questa crisi. Infatti, il gruppo Fiat-Chrysler punta ai mercati di India, Cina e Stati Uniti, la Volkswagen sarebbe disposta ad aumentare la produttività (d’altronde il gruppo tedesco esce da un 2011 “d’oro”.

I produttori francesi, invece, non vogliono rinunciare alle sovvenzioni statali. Come mettersi d’accordo, dunque? Intanto, in questo clima di incertezza la UE ha deciso che non è ancora arrivato il tempo di aprire un dibattito sulla normativa antinquinamento Euro 7.

D’altronde la normativa Euro 5 è diventata obbligatoria da pochi mesi mentre la nuova Euro 6 diventerà obbligatoria solo dal 1 gennaio 2016. Ma è chiaro che in questo momento l’Unione Europea e i produttori di auto devono vedere come uscire da questa crisi del settore che va avanti da ormai quasi 3 anni.

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