Tutti contro la gaffe di Polillo sui lavoratori esodati: Fornero lo sconfessa

Di fatto, non si può non definire “gaffe” la dichiarazione di ieri del sottosegretario al Tesoro, Gianfranco Polillo, che durante una trasmissione televisiva aveva esortato i lavoratori “esodati” ad impugnare l’accordo con il quale hanno lasciato l’impiego, ritrovandosi ora senza nè stipendio nè pensione a causa del recente innalzamento dell’età per accedere al trattamento previdenziale. A poche ore di distanza, è lo stesso Ministro del Lavoro Elsa Fornero a replicare gelida: “Se il sottosegretario ha la ricetta giusta per risolvere il problema degli esodati, se ne deve far carico personalmente” prendendo quindi le distanze dal mirabolante “lampo di genio” del suo collega.

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Ma cadono altre tegole sulla testa dell’improvvido sottosegretario, con la Cgil che va all’assalto parlando di “improvvisazioni irresponsabili” e per bocca di Vera Lamonica, segretario nazionale della confederazione, si ricollega sconcertata alla questione dell’articolo 18: “In un tempo in cui il tema è diventato la libertà di licenziare, si scopre che qualcuno nel Governo pensa che si possano annullare accordi tra le parti”.

Sul fronte politico, dopo la reazione a caldo di Italia dei Valori, che tramite Maurizio Zipponi aveva parlato di “incredibile superficialità”, arriva anche quella del leader Udc Pier Ferdinando Casini, che intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai Tre ha bacchettato Polillo senza mezzi termini: “Ha sbagliato. Sul tema degli esodati, che riguarda migliaia di lavoratori, si deve parlare con una voce sola e idee chiare, perche’ al momento la soluzione non c’e’. Ma c’e’ la volonta’ dei partiti e del Governo di trovarla”. Dal Pd Cesare Damiano si limita invece ad osservare che l’errore di valutazione è stato “da parte del governo, quindi bisogna che lo stesso governo trovi come finanziare la correzione” ed aggiunge che le risorse per andare oltre i 65 mila lavoratori “preventivati” (in realtà ormai sarebbero 350 mila Ndr) si potrebbero trovare all’interno “degli stessi risparmi previsti dalla riforma delle pensioni”.

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Per il momento non sembra che il sottosegretario Polillo abbia voglia di scusarsi o rettificare il concetto espresso, e torna sulla questione dicendo che la richiesta di nullità degli accordi pregressi rappresenta un “caso estremo, una speranza possibile” a cui potrebbero ricorrere coloro che si ritrovano senza altre vie d’uscita.

Probabilmente all’esponente del governo continua a sfuggire il nocciolo della questione, e prima di fare la prossima dichiarazione dovrebbe prendersi una lunga pausa di riflessione.

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