Il Presidente dell'ENPA di Milano risponde alle parole di Don Mazzi

Se lo scopo delle parole di Don Mazzi era quello di far parlare di sè e accendere i riflettori sulla sua richiesta, ci è riuscito perfettamente. La sua intervista, pubblicata sul giornale “Chi” e riportata in parte anche da Bloglive, ha fatto storcere il naso ad animalisti e gente comune, infastidita dalle parole del prete.

Il Presidente della sezione ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) di Milano, Ermanno Giudici, ha deciso di scrivere una lettera indirizzata direttamente a Don Mazzi, criticando il suo intervento e il suo modo di agire. Parole dure le sue, che sottolineano l’impegno e il lavoro che tutti i giorni i volontari compiono per salvare la vita di moltissimi animali. Secondo Giudici lo scopo dell’intervento di Don Mazzi sarebbe stato espressamente quello di alzare un polverone e far parlare della sua causa: “se attacco una comunità con un seguito importante, come quella degli animalisti, questo certo susciterà clamore, avrà pensato Don Mazzi, centrando in effetti l’obiettivo”.

Giudici prosegue facendo appello all’empatia che ogni uomo di cuore dovrebbe avere radicata in sè, parlando della “mancanza di «pietas» verso i viventi che dovrebbe essere radicata nel cuore di ogni cristiano, ed in particolare nel suo, proprio per il fatto di essere un religioso”. Ancora una volta viene sottolineato un concetto ripetuto più e più volte: “chi ha a cuore il diritto delle creature indifese, uomini o animali che siano, probabilmente è una persona attenta alla sofferenza, all’aiuto, senza fare molte differenze”.

Il Presidente Giudici invita Don Mazzi ad una riflessione: “da dove proviene questa carenza di risorse, di chi è figlia e come mai si è così profondamente radicata nell’opulento occidente?” La risposta sembra piuttosto semplice:ritengo che sia figlia dell’uomo, della sua avidità, della sua corruzione. Questi sono i fattori che hanno drenato risorse a tanti per destinarle a pochi, questa è stata la causa della caduta in ginocchio della nostra società e del dramma economico che questa situazione ha prodotto nelle categorie più fragili”.

Una lettera ragionata, seria e diretta che lascerà soddisfatti tutti coloro che in questi giorni si sono sentiti offesi dalle parole del prete. Le parole di Ermanno Giudici portano infine ad una riflessione: “bisogna avere il coraggio e la coerenza di rispettare le fatiche di quanti dedicano il loro impegno a quelli che San Francesco chiamava i «fratelli minori», proprio quei fratelli «animali» che lei con arroganza dimostra di disprezzare. Si ricordi che l’aiuto e la cultura della fratellanza non possono passare attraverso la «totipotenza» dell’uomo, ma passano attraverso il «rispetto» che ogni essere umano deve avere per la vita, per il dovere morale di non causare inutile sofferenza in uomini e animali: chi rispetta gli animali rispetta a maggior ragione l’uomo, chi non rispetta gli animali spesso non rispetta nemmeno i suoi simili e i crimini nei loro confronti, è provato, spesso sono prodromici di azioni violente nei confronti dell’uomo”.

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