Napolitano: “non demonizzare i partiti”, ma l’antipolitica avanza

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mette in guardia gli italiani sulle recenti accuse ai partiti politici: per il presidente i partiti “non sono il regno del male, del calcolo particolaristico e della corruzione”. “Il marcio ha sempre potuto manifestarsi – scrive il presidente in occasione della commemorazione di Benigno Zaccagnini – e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra diffondersi e farsi soffocante, non dimentichiamo tutti gli esempi passati e presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di applicazione appassionata ai problemi della comunità. Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica“.

Intanto i partiti più importanti della scena politica attuale – cioè Pd, Pdl e Udcsi sono pronunciati sfavorevolmente sull’ipotesi di cancellare ogni finanziamento pubblico ai partiti. Questa presa di posizione da parte di Alfano, Bersani e Casini (detti da qualche tempo “Abc“), rischia di provocare non pochi scossoni nell’opinione pubblica, che secondo gli ultimi sondaggi nutre sempre meno fiducia nella classe politica italiana. Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, è convinto che questa decisione dei partiti di maggioranza provocherà delle sollevazioni: “I cittadini arriveranno coi forconi”, ha dichiarato.

In questo clima così travagliato è la cosiddetta antipolitica ad emergere con forza: il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (l’unico movimento politico italiano che non ha accettato i finanziamenti pubblici) rivendica la necessità di abolire il contributo statale ai partiti, per favorire una politica finanziata direttamente dagli elettori, liberi di finanziare i partiti che decidono di votare. Secondo i tre leader dell’Abc , invece, abolire del tutto i finanziamenti pubblici potrebbe essere un gravissimo errore: “Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti, già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011, sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo (compreso chi ha rispettato le regole) e metterebbe la politica nelle mani delle lobby”; queste le parole di Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini nella relazione sulla proposta di legge sulla trasparenza e sul controllo dei bilanci dei partiti.

In attesa del parere della Camera in merito alla legge sulla trasparenza, previsto per domani, Beppe Grillo ha detto la sua sulle recenti dichiarazioni di molti politici in difesa dei finanziamenti pubblici: “Se non vogliono i rimborsi basta che prendano il libretto degli assegni e ridiano indietro i soldi che hanno derubato in 5. Noi avevamo diritto a 1,7 milioni, ma li abbiamo lasciati perché non prendiamo refurtiva”.

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