Imprese che spariscono nel primo trimestre 2012

Per il sistema imprenditoriale italiano il 2012, e c’era da aspettarselo, non è iniziato nel migliore dei modi. Un Rapporto di Movimprese, relativamente al primo trimestre del 2012, rivela infatti come il saldo da gennaio a marzo sia negativo per ben 26 mila unità in virtù del fatto che le cessazioni hanno largamente superato l’apertura di nuove attività. E così, rispetto allo stesso periodo del 2011, il saldo negativo è triplicato a fronte di un maggior tasso di cessazioni al Sud e, a livello settoriale, tra gli artigiani, mentre mostrano una buona tenuta le coop e le società di capitale.

Quella che è a valere sul primo trimestre del 2012, una frenata brusca per l’attività imprenditoriale, è frutto, in accordo con quanto messo in risalto da Unioncamere, del ritorno dell’Italia nella fase di recessione che ha portato contestualmente a maggiori difficoltà a rimanere oppure ad entrare sul mercato.

A soffrire maggiormente sono le imprese di piccole dimensioni e, a livello territoriale, quelle del Mezzogiorno dove, tra l’altro, le strade per l’accesso al credito sono di norma più in salita. Unioncamere ha tra l’altro fatto presente come la negatività dei dati del primo trimestre del 2012 sia anche frutto del fatto che di norma si concentra a fine anno la cessazione delle attività, ma ciò non toglie come il saldo dei primi tre mesi del 2012 individui numeri alquanto magri per il rapporto tra cessazioni e nuove aperture d’impresa. E di certo i potenziali nuovi imprenditori considerando il recente e pesante inasprimento della pressione fiscale, con le ultime manovre finanziarie, prima di rischiare in proprio ci pensano due volte.

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