Il file sharing è sintomo di depressione?

Il file sharing viene considerato dalle associazioni che curano gli interessi della major discografiche uno dei più grandi problemi di Internet a causa delle mancate entrate finanziarie che arrivano nelle casse. Ma secondo un nuovo documento accademico il file-sharing è anche un importante problema di saluto in quanto è legato ai sintomi depressivi. Il documento è intitolato “Associating Depressive Symptoms in CollegeStudents with Internet Usage Using Real Internet Data” e sarà pubblicato in un prossimo numero della rivista IEEE Tecnologia e Società.

In sintesi, i ricercatori hanno monitorato come 216 studenti della Missouri S&T utilizzano la rete del campus. Hanno poi collegato questi risultati a quelli di un sondaggio del CES-D e hanno scoperto che l’utilizzo del peer to peer è positivamente correlato con i sintomi depressivi.

In altre parole, le persone che sono “depresse” sono più avidi di file-sharing di quelli che non presentano sintomi depressivi.

Non è certo il primo studio che mette in relazione Internet con un presunto o effettivo disagio sociale, ma affermare che il file sharing nuoce alla salute è qualcosa di nuovo sul panorama mondiale. Non ci sarebbe da meravigliarsi se la MPAA e la RIAA cercheranno di utilizzare i risultati per affermare che il filesharing fa male alla salute mentale, ma questo non si può dedurre da questi studi, non ancora.

Secondo questa indagine, oltre al pesante uso della tecnologia P2P, le persone con sintomi depressivi tendono ad utilizzare maggiormente strumenti come la chat online più, e passano più tempo ad inviare email. Il traffico HTTP e lo streaming, invece, non sarebbero correlati ai sintomi depressivi.

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