Caccia allo stragista di Brindisi, un sospetto interrogato nella notte

Due persone fermate questa notte in merito alle indagini dell’attentato all’Istituto “Francesca Laura Morvillo Falcone” di Brindisi. Le loro abitazioni sarebbero state perquisite nella notte ma non risultano al momento indagate. Sotto torchio un ex militare esperto di esplosivi la cui famiglia vendeva bombole di gas. Importanti novità e ipotesi prossime alla verità si attendono dalle telecamere posizionate in un centro commerciale nelle vicinanze della scuola: forse nel video il volto del killer.

Anche se al momento tutte le ipotesi restano aperte, sembra perdere più consistenza la pista mafiosa mentre prende più vigore quella terroristica e l’ipotesi del gesto isolato di un folle. Secondo  il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta l’attentatore “potrebbe non essere un’organizzazione mafiosa, in un momento in cui le organizzazioni mafiose locali sono alla ricerca di un consenso sociale. Sarebbe un atto in controtendenza perche’ questo atto sicuramente aliena ogni simpatia nei confronti di chi lo ha commesso”. Sempre dalla Procura si fa sapere: “Abbiamo delle buone immagini, non ce le hanno regalate, le abbiamo cercate.”   Secondo indiscrezioni il video riprenderebbe proprio un uomo che aziona un pulsante di un telecomando.

Buone notizie dall’ospedale: migliorano le condizioni delle cinque ragazze ferite e ricoverate a Brindisi. Per le due ragazze ricoverate al centro ustioni, la prognosi rimane riservata, ma i loro parametri vitali sono stabili; migliorano invece sensibilmente le condizioni delle altre due ragazze ricoverate in chirurgia plastica. Stazionarie anche le condizioni della sedicenne ferita più gravemente, Veronica Capodieci, da ieri pomeriggio ricoverata nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

 

 

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