World Press Photo 12: il fotogiornalismo mondiale al Complesso Monumentale di S. Chiara

24 paesi, 57 fotografi e 170 scatti, selezionati tra le 101.254 immagini inviate da 5.247 agenzie, giornali e riviste di 124 differenti nazioni: questi i numeri di World Press Photo 12, la Mostra Internazionale di Fotogiornalismo, per la terza volta in città, ospitata quest’anno fino al 13 gennaio presso la suggestiva location del Complesso Monumentale di Santa Chiara. La tappa napoletana della prestigiosa rassegna, giunta alla sua 55° edizione, organizzata e curata dall’Associazione Culturale Neapolis.Art, è realizzata in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Campania, l’Instituto Cervantes Nápoles e il British Council, e patrocinata dal Comune di Napoli, dall’Ambasciata dei Paesi Bassi, dal Consolato Generale di Francia a Napoli, dall’Institut Français di Napoli e dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

Il concorso fotografico World Press Photo è nato nel 1955 ad Amsterdam, a cura dell’omonima Fondazione , e rappresenta uno dei riconoscimenti più autorevoli a livello mondiale. Si configura come una continua ricerca antropologica alla scoperta di mondi, usi e costumi ben lontani dal modo di vivere occidentale. Un intenso racconto iconico, proposto senza censura, per ripercorrere le straordinarie storie di donne e uomini di tutto il mondo, protagonisti della nostra realtà.

Una giuria internazionale seleziona, per nove diverse categorie, i migliori scatti fotografici provenienti da tutto il mondo, scegliendo le storie che meglio sono riuscite a raccontare ciò che è accaduto nel globo terrestre durante l’anno trascorso. Obbiettivo primario: promuovere la creatività ed il linguaggio fotografico giornalistico. Dallo Tsunami in Giappone fino alla Primavera Araba, questi gli avvenimenti principali dell’anno 2011, ma anche eventi meno noti come ritratti di guerre, miserie, drammi sociali e rivoluzioni, che senza queste incredibili immagini, non avrebbero mai raggiunto la sfera pubblica.
Una donna con il burqa soccorre un uomo quasi moribondo, suo figlio, maltrattato in una manifestazione di piazza a Sana’a, durante le rivolte della Primavera Araba. Due corpi in una moschea, adattata a ospedale da campo, per prestare ai civili le cure più urgenti in seguito agli scontri con i militari del regime di Ali Abdullah Saleh. Come in una moderna pietà, questo il ritratto vincitore del “World Press Photo of the Year”, realizzato dal fotografo spagnolo Samuel Aranda, inviato per il “New York Times” nello Yemen. Sette gli italiani sul podio: Eduardo Castaldo, Simona Ghizzoni, Emiliano Larizza, Alex Majoli, Pietro Paolini, Paolo Pellegrin, Francesco Zizola.

La suggestiva esposizione riempie il grande spazio silenzioso della sala Maria Cristina del Complesso di S. Chiara e ci restituisce un mondo rumoroso ed assordante ma ancora capace di meditare su se stesso e sui propri errori. Un viaggio emozionante alla scoperta delle testimonianze più importanti del fotogiornalismo internazionale. Inoltre, accanto alla mostra, un ricco programma di incontri, videoproiezioni e workshop formativi a cura di alcuni dei fotoreporter vincitori.

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