Ue ancora dura contro Berlusconi: “Ha bloccato la crescita in Italia!”. Pdl infuriato

“Dopo aver collaborato, nell’autunno del 2011 il governo di Berlusconi ha deciso di non rispettare più gli impegni su riforme e risanamento dei conti presi con l’Ue ed il risultato è stato il prosciugarsi dei finanziamenti al Paese, con lo schizzare dello spread. Portando poi così al blocco di ogni forma di crescita in Italia ed alla caduta dell’Esecutivo in carica”.

Con queste parole chiare il Commissario Europeo agli Affari Economici Olli Rehn, si è espresso in un intervento al Parlamento dell’Unione Europea, in merito alla crisi finanziaria e politica di fine 2011 che ebbe come uno degli attori protagonisti proprio l’Italia.

Pdl su tutte le furie, con Alfano che giudica gravissime le dichiarazioni di un organo indipendente (la Commissione Europea), nei confronti di un ex governo di uno Stato membro, nel pieno della campagna elettorale. Il segretario del Popolo delle Libertà parla di falsità e di considerazioni facilmente smentibili.

Gli fa eco Brunetta, che chiede addirittura le dimissioni di Rehn e l’istituzione di una commissione d’inchiesta presso il Parlamento Europeo, che renda giustizia ad un Paese ed a un governo, secondo lui, tristemente diffamati. Infine Tajani, vicepresidente dello stesso organismo europeo in cui lavora Olli Rehn, giudica le considerazioni del politico finlandese una minaccia all’indipendenza della stessa Commissione.

Rehn ha concluso il suo intervento comunque, ribadendo la necessità di proseguire a ritmo sostenuto con le riforme economiche in tutti i Paesi Ue, per abbattere un debito pubblico, che, al 90-100% del Pil (figuriamoci che in Italia siamo intorno al 120% ndr), blocca qualunque forma di crescita.

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