Napoli: negozi chiusi, scontri e bombe carta. Si protesta contro la Ztl

Mattinata di proteste furiose a Napoli, con i commercianti che nella stragrande maggioranza hanno abbassato le saracinesche nelle zone mare e centro, per protestare contro le zone a traffico limitato (Ztl) volute dal sindaco De Magistris. L’agitazione è stata proclamata dalla Confcommercio.

La crisi sta facendo chiudere tantissimi negozi ed alcuni di quelli che ancora resistono, sono sempre più sommersi dai debiti, quindi il provvedimento del sindaco viene visto come un ulteriore disincentivo per i cittadini all’acquisto, bloccandone la mobilità in alcune zone della città.

Purtroppo però la protesta è degenerata in episodi deplorevoli, come il lancio di petardi davanti alla sede del Comune di Napoli (i commercianti vogliono simbolicamente consegnare le chiavi della città al sindaco). Si parla anche di una bomba carta lanciata contro una camionetta delle forze dell’ordine posizionata proprio davanti al Municipio, a scopo protettivo. Subito dopo l’accaduto i manifestanti sono stati fatti allontanare.

L’ultimo appello di ieri del sindaco  non ha quindi sortito gli effetti sperati, ed il corteo ha oggi preso il via addirittura un’ora prima del previsto (alle 9, invece che alle 10). Alle 13 terminerà la protesta. Ai centri commerciali che invece sono rimasti aperti, è impedito l’accesso ai cittadini dagli stessi manifestanti. Aggredita anche una passante 57enne, mentre un commerciante 80enne è finito all’ospedale. Il corteo ha ora raggiunto il lungomare dove ci sono i cantieri dell’imminente Coppa America di vela, controllati dalla polizia.

Un altro episodio che testimonia la durezza di una crisi che ci sta uccidendo.

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