Primo Maggio, da Boldrini a Papa Francesco: le dichiarazioni sulla festa del lavoro

La fiera delle dichiarazioni: il Primo Maggio è da sempre l’occasione per i politici di ‘lavarsi la coscienza’ con dichiarazioni incentrate sui buoni propositi. Nel giorno della Festa del Lavoro è facile garantire il massimo impegno per lottare contro disoccupazione e precarietà, assicurare soluzioni a un tema che mai come in questo ultimo periodo è divenuto sinonimo di emergenza sociale.

Il 2013 non fa eccezione e così ecco una carrellata di dichiarazioni sulla festa del Primo Maggio. Il presidente della Camera Laura Boldrini parla da Palermo di emergenza lavoro che rende “le vittime carnefici come successo a Palazzo Chigi” per poi aggiungere che è inaccettabile “l’indifferenza all’emergenza nazionale che è il lavoro. Viviamo un periodo in cui gli adulti lo perdono, i giovani non hanno la speranza di trovarlo. Si diffonde la disperazione che troppo spesso diventa violenza. Il governo – afferma Boldrini – deve dare risposte tempestive, restituire dignità al lavoro”.

Parla di risposte urgenti da dare anche il presidente del Consiglio Enrico Letta: “Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo – le parole del premier -. Se non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo”. La festa del Primo Maggio è stata al centro anche dell’udienza generale a San Pietro di Papa Francesco. Il pontefice ha parlato della mancanza di dignità di chi non lavora: “Quando la società è organizzata in modo che non tutti hanno la possibilità di lavorare, quella società non è giusta”.

Papa Bergoglio poi si rivolge ai politici e chiede loro di “fare ogni sforzo per dare nuovo slancio all’occupazione, di preoccuparsi per la dignità della persona“. Un impegno che dovrebbe essere al centro dell’agenda politica con azione concrete tutto l’anno e non con vaghi impegni solo il primo maggio.

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