Eccoli i record dell’Italia: siamo tra i primi nella pratica del turismo sessuale con i bambini

E’ davvero triste sfogliare quotidiani, riviste internazionali e sentir parlare spesso, se non soltanto oramai, dell’Italia per vicende e situazioni negative, che vanno dai crimini agli scandali che affliggono il nostro Bel Paese, fino alla corruzione del mondo politico e non solo.

Ma di un aspetto noi di BlogLive restiamo particolarmente disgustati: gli italiani sono i primi “consumatori” (scusate il termine volutamente crudele) di turismo sessuale nei confronti di minori.

80 mila persone italiane secondo le ultime statistiche, viaggiano nel “Sud” del Mondo per violentare e fare attività sessuale con bambine. Un senso di profondo ribrezzo ci sale a leggere di nostri concittadini che salutano le proprie mogli, figlie e mamme per recarsi in Kenia, a Malindi, Bombasa, Kalifi, Diani ecc. ecc. per abusare di creature che arrivano spesso, come altezza fisica, soltanto alla loro cintura.

12-14 anni, ma anche meno di 6, questa l’età di persone devastate da sfruttatori senza scrupoli, che le vendono perfino su Internet, tramite siti specializzati, ma la complicità di chi prende l’aereo e percorre migliaia di Km per conoscerle, rimane più che evidente!

Perchè lo fanno i nosti concittadini? Per un problema psichiatrico? No, il 95% delle persone lo fa per piacere, provare un’emozione nuova (che poi “piace” e viene ripetuta), curiosità, solo il 5% perchè affetti da problemi di salute mentale. Prima trattano il prezzo con i carnefici di quelle bimbe e poi a misfatto avvenuto tornano come se niente fosse nei loro alberghi.

E non copriamoci gli occhi, perchè anche sulle strade delle nostre città possiamo scorgere ragazze “palesemente giovani” albergare, perchè costrette da qualcuno che non viene nemmeno sfiorato dal Potere Costituito.

Il giro di affari che c’è dietro è spaventoso (2 milioni di persone costrette a prostituirsi e che fanno guadagnare in media 70mila dollari all’anno ai loro sfruttatori), e sarebbe già al lavoro per fare in modo che nei mondiali del Brasile dell’anno prossimo tale “mercanzia” (scusate per la seconda volta per il termine volutamente bruto, scelto per accrescere in ognuno di noi la repulsione e la volontà di combattere questo angosciante fenomeno) non manchi, quando arriveranno migliaia e migliaia di tifosi da tutto il Mondo.