Mandela.is: the “social change” network

Una rete sociale per migliorare il pianeta intitolata a Nelson Mandela, Premio Nobel per la pace nel 1993. Un social media che si nutre dell’ispirazione che Mandela ha suscitato a livello mondiale, con lo scopo di convogliare le energie di tutti i partecipanti a sostenersi e rafforzarsi gli uni con gli altri, per avere un impatto positivo sul mondo circostante. Un’agorà mediale dove le persone possono raccontare quello che l’eroe della lotta antiapartheid le ha incitate a fare, come le ha incoraggiate a prestare servizio nelle proprie comunità. Questo è molto altro è Mandela.is, il “social change” network ideato dai nipoti del leader sudafricano, Ndaba e Kweku Mandela.

Registrato in Islanda nel marzo 2013, Mandela.is conta già migliaia di iscritti e messaggi di simpatia in tutte le lingue del mondo. Esso nasce da una joint venture con Backplane, la società californiana che ha messo a punto anche la comunità virtuale di Lady Gaga, Little Monsters. Ideata con lo scopo di raccogliere interventi e riflessioni dei tanti fan di Mandela e per metterli in comunicazione tra loro, la piattaforma combina le caratteristiche di Facebook e Twitter in un unico sito in cui gli utenti, chiamati “cittadini”, inviano informazioni, immagini e multimedia. Le categorie in cui è possibile taggare e suddividere i post vanno da “#EverydayHeroes” a “#RandomActsOfKindness”, fino a “#Pledge67”. Iniziative di attivismo virtuale che promuovono azioni reali di cambiamento.

Mandela.is non rappresenta di certo un’innovazione tecnologica, ma sicuramente si configura come un mezzo per mettere insieme gli estimatori dell’esperienza politica e umana di Mandela, all’insegna di una lotta comune verso il progresso umano. Non bisogna dimenticare però che Mandela.is non è un’iniziativa no-profit, ma solo l’ultima delle tante azioni che ruotano intorno alla figura di Mandela, una multinazionale che fattura milioni di dollari su gadget e altro. C’è però da sottolineare che parte degli eventuali profitti del il sito che, lanciato a marzo, è ancora in fase beta e frequentato da un numero relativamente ristretto di utenti, verrà destinato alle attività dell’Africa Rising Foundation, al fine di promuovere l’immagine del continente africano tramite le arti. Solo il futuro potrà svelarci se i nipoti di Mandela, ormai non più lucido, sapranno essere degni discendenti dell’eroe del Sud Africa e capaci di preservare la grande etica e correttezza di un uomo che con la sua forza e umiltà ha cambiato il mondo.

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