Allarme turismo sessuale in Brasile

Si parla sempre dei risvolti positivi e del giro di denaro che portano i grandi eventi nel posto dove si svolgono. Quello che spesso ci si dimentica di sottolineare è il rovescio della medaglia. Ovvero i problemi che un afflusso così massiccio di gente può causare. Tra questi, come sottolineato da Ecpat, “End Child Prostitution, Pornography and Trafficking”, c’è un maggiore sfruttamento della prostituzione, della pedopornografia e del turismo sessuale.

L’allerta maggiore è stata avanzata per il Brasile, dove tra non molto si svolgeranno due competizioni sportive rilevanza mondiale: i mondiali di calcio nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016. Nel Paese, secondo quanto dichiarato a La stampa da Marco Scarpati, presidente di Ecpat Italia, “solo nel 2011 circa 250mila tra bambini ed adolescenti sono state vittime di prostituzione mentre ogni anno, 500mila minorenni sono vittime di sfruttamento e violenze sessuali”.

Don’t look away!” è il nome della campagna dall’associazione finanziata anche dall’Unione europea per sensibilizzare Governi, associazioni sportive, tifosi, giornalisti, affinché vigilino sul triste fenomeno. E purtroppo pare che gli italiani siano tra i primi, insieme ai portoghesi e ai tedeschi, a guidare la classifica dei Paesi di provenienza di più turisti sessuali in Brasile.
Nel mondo, ogni giorno, una media di tremila bambini viene fatta entrare nel mercato del sesso. E questo a casa delle condizioni di povertà estrema e di miseria in cui sono costretti a vivere e che li espone a pericoli di ogni genere. Non ultimo quello di finire nelle mani di narcotrafficanti senza scrupoli che li inseriscono nel giro del mercato del sesso.
L’invito, come ripetuto dalla stessa organizzazione è a vigiliare affinchè un’occasione di gioia e di festa non si trasformi in un incubo per i bambini.

[Credits immagine: Amnesty International]

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