Un barcone con cinquecento persone è naufragato a Lampedusa

Una nuova tragedia al largo delle coste di Lampedusa: un barcone è naufragato a circa mezzo miglio dall’isola dei Conigli. Secondo i principali quotidiani siciliani, sono stati recuperati sessanta morti, ma il numero è impreciso e continuamente in crescita. Tra questi, anche bambini e una donna incinta. Altre centocinquanta persone, invece, sono già in salvo, mentre le operazioni continuano e impegnano Guardia costiera, Guardia di finanza e carabinieri.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, il barcone avrebbe preso fuoco prima di rovesciarsi e lasciare in mare circa cinquecento persone di nazionalità eritrea e somala.

Il barcone, tra i dieci e i quindici metri, non è stato intercettato, quindi si è spinto vicino alla costa dove dopo l’incendio si è rovesciato in acqua. I naufraghi sono stati soccorsi dai pescatori, che stanno ancora collaborando con Guardia costiera e Guardia di finanza alle operazioni di salvataggio.

“Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? È un orrore continuo. Lo dice il sindaco di Lampedusa – Giusi Nicolini – mentre cerca di tenersi informata sull’ennesima tragedia che coinvolge migranti. “Le dimensioni non le conosciamo ancora – dice Nicolini -. Se è vero che erano 500 sul barcone e in salvo già sul molo ce ne sono soltanto 130, è davvero un orrore. Ho chiesto ai soccorritori di descrivermi la situazione, mi hanno risposto che il mare è pieno di morti”

Oltre al barcone naufragato nei pressi dell’isola dei Conigli, a Lampedusa è approdata in nottata un’altra carretta con più di quattrocento extracomunitari. I profughi sono stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza che ora conta più di mille persone.

[11.06] Le vittime recuperate sono più di ottanta. Il premier Enrico Letta interviene così con un tweet: “Fatto punto su immane tragedia #Lampedusa con Alfano e vertici ministero che si recheranno subito sul luogo disastro per i primi interventi”

[11.32] La conta delle vittime non si ferma e tocca quota cento. “Non si può continuare con questa conta dei morti – afferma il monsignor Montenegro – occorre mobilitarsi, fare qualcosa di concreto per evitare queste cicliche tragedie della disperazione”.

[13.50] I cadaveri recuperati sono 93. Tra questi, 4 bambini. Il sindaco scrive un telegramma a Enrico Letta: “Venga a contare i morti con me”.