La Virtus Lanciano e la fantastica storia di chi emerge dal fondo

La Virtus Lanciano è una chiara dimostrazione che nello sport, come nella vita, con impegno e volontà si possono raggiungere grandi traguardi. Non tutti i giorni una squadra di calcio viene presa come esempio di determinazione e possibilità, specie se si parla del piccolo Lanciano, club che ha sempre vissuto nella parte del calcio meno sottoposta alle luci della ribalta. La squadra abruzzese sta facendo parlare di sè ultimamente grazie alle performance degli uomini allenati da Marco Baroni, che attualmente sono primi in classifica in una Serie B sempre più imprevedibile e avvincente.

La Virtus non è mai stata abituata a grandi traguardi. Una storia sportiva che ha visto militare i rossoneri sempre in serie minori, sospinti dall’incontenibile passione dei tifosi che difficilmente si sarebbero sognati di arrivare anche soltanto alla Serie B. La grande scalata, avvenuta negli ultimi anni sotto la guida della famiglia Maio (che peraltro ha sempre gestito la società in maniera ordinata e coerente), li ha visti compiere passi da gigante, ovviamente con i dovuti sforzi.

E’ proprio nella stagione 2011/2012 che il Lanciano entra a far parte della Serie B, dopo aver intrapreso un progetto di amalgamento tra giovani di ottima prospettiva e giocatori che di esperienza ne avevano già. Tale mescolanza non ha fatto altro che migliorare il profilo qualitativo della Virtus che, dopo aver raggiunto i Playoff di Lega Pro, elimina a sorpresa un grande Trapani con i risultati di 1-1 e 1-3. La città e i giocatori festeggiano una promozione storica, la prima della storia in B.

La stagione successiva la squadra viene riconfermata e riesce ad ottenere la permanenza nella divisione. Una sorta di test per il Lanciano, che nel campionato di Serie B 2013/2014 è partito alla grandissima, divenendo presto protagonista e totalizzando 18 punti, ottenuti con cinque vittorie, tre pareggi e zero sconfitte. Non è tanto prolifico l’attacco come reparto isolato, ma tutta la squadra contribuisce al gioco d’attacco. Baroni impone al suo Lanciano un gioco che coinvolga ognuno degli 11 presenti in campo e segnano praticamente tutti, da Turchi a Troest.

La Virtus è l’esempio di come la semplicità, la fatica e la coesione nel calcio sono elementi sempreverdi, che portano soddisfazioni anche inaspettate. Nessuno può ancora dire se la posizione in classifica rimarrà tale per la squadra abruzzese, ma una cosa è certa: il Lanciano ha insegnato ad un calcio sempre più contornato da polemiche che tutto è possibile quando ci sono una dirigenza competente e uno spirito di squadra.