Il premier Letta da Obama: fra problemi comuni e stima reciproca

Il vertice bilaterale tenutosi ieri alla Casa Bianca, con protagonisti il premier Letta e il presidente Obama, è stato rapido ma si spera, proficuo. I due sembravano in sintonia e le parole di Obama pare lo dimostrarlo: “Non potrei essere più impressionato dall’integrità e dalla leadership di Enrico Letta” ha dichiarato. Mentre il premier italiano, durante una lunga intervista andata in onda sulla televisione pubblica, che ribadito la vicinanza a Obama affermando: “Non e’ facile ma posso capire la situazione negli Usa perché anche io ho i miei problemi a casa”.

L’incontro avviene il giorno dopo il salvataggio della situazione del governo federale americano e a poche settimane dal voto di fiducia dato al governo Letta. I due giovani presidenti hanno in comune sicuramente la caparbia e l’integrità, così come la forza di non cedere ai ricatti e aprire negoziati su questioni della massima importanza.
I temi affrontati durante la visita di Letta sono stati la crescita europea, la lotta contro la disoccupazione giovanile, le prossime riforme economiche, la presenza delle milizie italiane, prezioso servizio che Obama riconosce e ringrazia, non solo in territori di guerra come la Libia e la Siria, ma anche nella lotta al terrorismo, l’immigrazione (uno dei prossimi temi che l’agenda Obama intende risolvere) e l’operazione Mare Nostrum, con tutti i dubbi e le speranze che evoca.

Obama è parso rilassato e molto attento alle parole del premier, perché come è lui stesso a dire, il legame fra le due nazioni è indissolubile: “Agli italiani voglio dire di essere grato a loro per l’amicizia. Non e’ solo un legame di amicizia quello che ci unisce, ma è la storia che ci lega e gli italo-americani hanno contributo a rendere questo Paese migliore“. E l’importanza di questa vicinanza è qualcosa che viene dimostrata anche dall’economia: come l’Europa guarda ai mercati americani, così viceversa. Si è parlato anche nel concreto, della futura leadership di Letta nel secondo semestre del 2014 in cui si spera di raggiungere un importante step verso nuovi orizzonti economici: la Transatlantic trade and investment partnership ossia un accordo con gli USA per il libero commercio.

Il presidente italiano ha anche incontrato il segretario di Stato americano John Kerry, presente nello Studio Ovale durante il colloquio privato e raggiunti dal vicepresidente Biden e da Susan Rice, consigliera per la Sicurezza nazionale, per pranzo: mai successo a un premier italiano, sintomo dell’intesa fra i due. Il tutto si è concluso con un invito da parte di Letta, a visitare la sua città natale, Pisa, e la Toscana tutta: Obama è molto occupato, ma l’invito è a tempo indeterminato.
Indeterminato come il futuro che ci si aspetta nei prossimi mesi sia per il presidente Letta, che dopo il patto di Stabilità si deve occupare di faccende altrettanto difficili da gestire e risolvere (immigrazione e disoccupazione giovanile) mentre Obama, sicuro sì della vittoria di mercoledì sui Repubblicani, deve guardarsi le spalle perchè ora i giochi si rinnovano e le questioni da affrontare pure.

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